L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 29 aprile 2015

Mose, la corruzione è l'altra faccia della medaglia del Pd e Zanda è corrotto?

Scandalo Mose, M5S: «Pd dentro fino al collo»




«Il Pd sta facendo di tutto per impedire che l’Aula del Senato discuta del Mose e della “Tangentopoli veneta”, il più grande scandalo di tangenti della storia della Repubblica. Questo tentativo di insabbiare la discussione non è casuale: il Pd c’è dentro fino al collo». Lo afferma il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle al Senato, che sul Mose ha presentato una mozione a prima firma Enrico Cappelletti, sottoscritta da oltre 50 parlamentari. «Abbiamo chiesto – spiegano i senatori – che la mozione venisse calendarizzata in Aula per avviare finalmente una discussione su questa vergognosa pagina fatta di tangenti intorno a un’opera che doveva costare 2 miliardi di euro e che oggi ai contribuenti italiani ne costerà 6, ma la richiesta è stata bocciata proprio dai partiti coinvolti nello scandalo. L’autodifesa è scattata soprattutto tra le fila del Pd, il cui capogruppo al Senato, Luigi Zanda, guarda caso è stato per 7 anni presidente del Consorzio Venezia Nuova. La casta si autodifende alla faccia degli interessi dei cittadini, del Paese e della verità».

Pronta la risposta dell’ufficio stampa del gruppo del Pd del Senato che in un comunicato annuncia che Zanda «ha dato mandato ai suoi avvocati di valutare la necessità di procedere in ogni sede – anche al fine di tutelare la sua onorabilità e ottenere il risarcimento dei danni morali e materiali – contro le affermazioni gravemente diffamatorie contenute nella nota sul Mose del Gruppo del Movimento 5 Stelle del Senato».

http://www.vvox.it/2015/04/29/scandalo-mose-m5s-pd-dentro-fino-al-collo/?utm_source=Newsletter+Vvox&utm_campaign=41560abd0b-newsletter_mercoled%C3%AC&utm_medium=email&utm_term=0_e1016a8d37-41560abd0b-295267705

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