lobby2Le multinazionali decidono il nostro futuro. La pressione esercitata dalle corporation influenza le scelte del governo europeo. Alcuni documenti pubblicati dal Guardian, semmai ce ne fosse bisogno, evidenziano ancora una volta la sottomissione della politica agli affari.
In merito alla lotta ai cambiamenti climatici la Shell, nel 2011, fece recapitare all’allora Presidente della Commissione Europea Manuel Barroso una lettera in cui invitava la Commissione UE  ad attuare almeno fino al 2020, esclusivamente, un piano di riduzione delle emissioni di anidride carbonica. In quei giorni era in atto tra i vari Stati membri una discussione su come poter contribuire a garantire un futuro all’Europa e all’umanità. La linea di intervento individuata dalla Commissione EU, peraltro già molto blanda ed inconcludente, prevedeva la diminuzione dell’anidride carbonica immessa nell’atmosfera e  lo sviluppo delle energie rinnovabili.
Invece, giocoforza, l’accordo ottenuto dalla UE fu al ribasso e si concluse soltanto con il  taglio delle emissioni di anidride carbonica del 40%, rispetto a dati del 1990, entro il 2030. Le organizzazioni ambientali parlarono di occasione persa, in realtà andò in scena la solita buffonata in quanto gli Stati membri non  furono vincolati a rispettare nessuna riduzione di inquinamento e soprattutto non venne stabilita nessuna azione per favorire una transizione verso  le energie rinnovabili.
Siamo alla follia. Uno dei colpevoli dell’inquinamento del pianeta si permette di ricattare la massima istituzione europea. Nel pizzino spedito a Barroso la Shell faceva presente che provvedimenti più drastici di quelli da loro indicati avrebbero causati seri guai all’economia in termini di perdite di investimenti e di posti di lavoro.
Fa male venire a sapere che la nostra vita è nelle mani delle multinazionali. La Shell, la sesta lobby europea, spende ogni anno, almeno, 4,5 milioni di euro per indirizzare la politica del governo europeo. Nonostante  le operazioni finanziarie per sostenere le lobby siano legalizzate è bene ribadire che quasi sempre si tratta di  operazioni mafiose : i capo mafia inviano i pizzini ai loro luogotenenti, mentre gli amministratori delegati delle multinazionali inviano delle lettere ai vertici della UE. Vedete qualche differenza?
Per avere una speranza di realizzare una vera politica dobbiamo iniziare a chiamare le cose con il loro nome. Se sostituiamo la parola lobby con il termine mafia allora capiremo perché le cose vanno male. La distruzione del pianeta e la crisi in cui ci dibattiamo sono volute dalle mafie che ci governano. Le soluzioni ai problemi che viviamo non mancano, il problema reale è che si impantanano nella palude della cattiva politica. Basta con i pizzini delle multinazionali, vogliamo una politica che si occupi del popolo.
 
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