L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 27 aprile 2015

NoMuos, dopo 70 anni gli scarponi dei militari statunitensi devono lasciare le terre d'Italia


Muos, il Riesame conferma il sequestro
Restano i sigilli al cantiere in base Usa

Carmen Valisano
Cronaca – Il tribunale etneo ha rigettato la richiesta dell'avvocatura dello Stato. Il blocco era scattato lo scorso 1 aprile, disposto dalla procura di Caltagirone. «Gli attivisti hanno sempre sostenuto il pericolo che il Muos rappresenta e sono riusciti a dimostrarlo in tutte le sedi istituzionali, giudiziarie e politiche sinora coinvolte», spiegano gli stessi
Restano i sigilli imposti al cantiere del Muos, l'impianto satellitare della marina militare Usa in costruzione a Niscemi. «Il tribunale del Riesame ha rigettato la richiesta dell'avvocatura dello Stato e mantenuto il sequestro», spiega Fabio D'Alessandro, uno dei membri del comitato No Muos niscemese. «Era un passaggio delicato e che aspettavamo con particolare ansia», sottolinea. I sigilli erano stati apposti lo scorso 1 aprile, su disposizione del procuratore di Caltagirone Giuseppe Verzera.
«Il sequestro andava effettuato per impedire che la libera disponibilità dell'immobile aggravi le conseguenze del reato ancora in permanenza», è la motivazione avanzata dal magistrato. Il reato ipotizzato è quello indicato dal Tar di Palermo, che a febbraio ha dichiarato abusivi i lavori per la realizzazione dell'impianto, perché privi delle necessarie autorizzazioni paesaggistiche e «viziati da difetto di istruttoria». A questo si aggiunge la denuncia presentata dall'associazione antimafie Rita Atria che ha documentato la prosecuzione dei lavori nel cantiere, nonostante la sentenza. Già venerdì scorso il consiglio di giustizia amministrativa aveva rigettato la richiesta di sospensiva presentata dal ministero della Difesa.
«Che l’impianto di guerra, a uso esclusivo degli Stati Uniti, sia stato costruito abusivamente dalla Us Navy trova ora una nuova conferma nella sentenza odierna che si pone in continuità con quanto già acclarato dal Tribunale amministrativo regionale, dal Consiglio di giustizia amministrativa e dalla procura della Repubblica di Caltagirone», scrivono i No Muos in un comunicato firmato dal coordinamento regionale. Un documento nel quale sottolineano quanto fatto in questi anni: «Gli attivisti hanno sempre sostenuto il pericolo che il Muos rappresenta e sono riusciti a dimostrarlo in tutte le sedi istituzionali, giudiziarie e politiche, sinora coinvolte».
«Questa decisione costringerà gli statunitensi a trovare altre carte, soprattutto politiche - conclude D'Alessandro - È un momento molto delicato, in cui la questione dei droni è calda». Il riferimento è alla morte dell'attivista Giovanni Lo Portogiovane cooperante palermitano scomparso tre anni fa. La settimana scorsa è arrivata l'ammissione del governo degli Stati Uniti: Lo Porto è rimasto ucciso durante un'operazione proprio con le cosiddette bombe intelligenti, organizzata dai servizi segreti Usa in Pakistan per smantellare una cellula terroristica.

http://meridionews.it/articolo/33271/muos-il-riesame-conferma-il-sequestro-restano-i-sigilli-al-cantiere-in-base-usa/

Nessun commento:

Posta un commento