L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 29 aprile 2015

Xylella, rifiutare le decisione degli euroimbecilli amici degli ogm si può e si deve

Xylella, le due facce della decisione Ue. Sud Salento “salvo”, ma a Nord di Lecce via ulivi infetti. Batosta per Oria

abbattimento ulivi 2LECCE – La decisione del Comitato dell’Unione europea sull’emergenza xylella in Puglia è meno devastante di quello che si aspettava. Perchè se da una parte si è stabilito che l’eradicazione degli ulivi infetti ci sarà, così come quella degli esemplari ad essi adiacenti nel raggio di 100 metri, è anche vero che il numero di alberi che dovranno essere abbattuti, rispetto al milione in programma per il piano Silletti, si dovrebbe abbassare di gran lunga. Almeno nella provincia di Lecce non ci sarà obbligo di abbattimento, fatta eccezione per la zona a Nord del capoluogo salentino, che sarà un’area “intermedia” in cui verranno eradicati i soli alberi infetti.
Parola di Peacelink e della sua portavoce Antonia Battaglia, che ieri ha spiegato la decisione dell’Unione Europea. “Tutta la provincia di Lecce può diventare adesso zona di contenimento, in cui non è più obbligatorio espiantare gli alberi infetti, salvo che nella fascia di 20 km a ridosso dei limiti di provincia di Brindisi e Taranto. In questa fascia dovranno essere espiantati solo gli ulivi “infetti” (e non più tutte le piante intorno nel raggio di 100 m, un’area pari a più di 3 ettari). Le misure restano rigidissime  solo per gli eventuali nuovi focolai di Xylella al di fuori della provincia di Lecce, dove si applicherà la quasi desertificazione di un cerchio di tre ettari intorno a ogni albero infetto”. Quella del “nuovo piano anti-xylella” deciso dall’Europa, dunque, diventa una notizia lieta per l’estremo lembo del Tacco d’Italia.
Parte della provincia di Lecce può dirsi “salva”, almeno per il momento, dai pericoli di abbattimento ulivi e di desertificazione. E’ per questo che la portavoce di Peacelink si stupisce delle reazioni negative: “E’ strano leggere di persone che credono non sia una vittoria. Il fatto che non si debba più tagliare nessun albero nella provincia di Lecce, beh sinceramente, mi sembra una grande vittoria. Il fatto che non si parli più di desertificazione, mi sembra una grande vittoria. Resta la regola rigida per gli eventuali nuovi focolai. Ma cosa si voleva di più, considerato che si è partiti da un piano che due mesi fa voleva tagliare e desertificare tutto per chilometri?! Lo stesso, però, non si potrà dire per il focolaio di Oria e per tutti i futuri focolai che verranno individuati nelle zone”.
Se una parte della provincia salentina può “cantare vittoria”, altrettanto non si può dire per Oria. E’ sulla cittadina brindisina che si abbatte per prima la scure delle rigide misure europee. La decisione della commissione, dopo due intensi giorni di riunione a Bruxelles, infatti, mira a contenere ed evitare ad ogni costo la diffusione del batterio killer nel resto della Puglia, in Italia e in Europa. Il risvolto negativo della medaglia si vedrà proprio al di fuori della provincia di Lecce. Mentre infatti nella fascia di 20 chilometri che si estende da Lecce in su, e che include zone come, ad esempio, Novoli, Campi Salentina e Veglie, si dovrà dire addio solo agli alberi malati mentre sul resto delle piante circostanti verranno eseguiti i test per capire il loro stato di salute, nei focolai attuali e futuri al di fuori di questa zona il trattamento non sarà lo stesso. Stando alle decisioni dell’Unione Europea, in queste aree si dovrà procedere con rigide misure di eradicazione, che potrebbero non riguardare solo gli uliveti. 
I nuovi provvedimenti anti-xylella non risparmiano neanche i vivai e il commercio di piante da e verso la Puglia. Nella nota ufficiale si legge: “Le importazioni e il movimento all’interno dell’Ue di piante specifiche, notoriamente suscettibili di Xylella fastidiosa di tutto il mondo, saranno soggette a condizioni rigorose. Un divieto specifico è stato messo in atto per l’importazione di piante di caffè provenienti da Honduras e Costa Rica, considerato l’elevato rischio che siano infettate dal batterio”. Misure drastiche anche per i vivai: per quelli presenti nella zona infetta è previsto il blocco e il divieto di reimpianto.

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