L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 4 maggio 2015

ebrei di serie A e B, ricchi e poveri, etnie diverse

Israele, scontri tra manifestanti e polizia
Dopo Gerusalemme anche Tel Aviv teatro della protesta degli ebrei di origine etiope. Almeno 40 feriti.


AFP

La polizia israeliana usa i getti d’acqua per disperdere i manifestanti

04/05/2015

Dopo Gerusalemme la settimana scorsa, anche Tel Aviv è teatro della protesta degli ebrei di origine etiope (falashà) contro quella che definiscono «la violenza razzista della polizia». Ancora in serata a piazza Rabin, nel cuore della città, continuavano i violenti incidenti tra le forze dell’ordine e centinaia di manifestanti dopo che, secondo alcuni rapporti, diversi di questi hanno tentato di entrare nel palazzo del municipio che sovrasta il luogo.



«Né bianchi né neri, solo esseri umani» hanno gridato in molti datisi appuntamento nel primo pomeriggio nei pressi dei uffici governativi ad un passo dalla tangenziale che entra in città. Dopo aver bloccato il traffico, si sono verificati i primi tafferugli con la polizia. Poi, dopo tre ore - con la zona interamente isolata - il corteo, a cui si sono aggiunti attivisti sociali, si è diretto nella piazza dove sorge il municipio.

Lì gli scontri più duri: si contano almeno 18 feriti tra i manifestanti e 23 tra gli agenti di polizia, che ha usato anche granate assordanti e lacrimogeni nel tentativo di disperdere l’assembramento. I dimostranti arrestati sono 15.

I manifestanti hanno risposto lanciando contro la polizia - tra cui quella a cavallo - pietre, bottiglie di acqua e pezzi di legno. «I poliziotti violenti vadano in carcere», hanno scandito a lungo i dimostranti, riferendosi in particolare alle violenze subite la settimana scorsa da un soldato di origine etiope da parte di una coppia di agenti. Le immagini dell’incidente, in apparenza innescato da un motivo banale, hanno destato un’ondata di indignazione sui social network. Gli agenti sono stati sospesi e rischiano di essere licenziati.

Nel tentativo di calmare gli animi, il premier Benyamin Netanyahu ha fatto sapere che domani riceverà una delegazione di esponenti della comunità, fra cui il soldato. Ma ciò, almeno per ora, non ha fermato le proteste che continuano a piazza Rabin e nelle vie adiacenti monitorate dall’alto dagli elicotteri.

Giovedì passato anche Gerusalemme ha registrato violenti scontri tra polizia e ebrei etiopi che avevano indetto un sit-in di protesta davanti la residenza del primo ministro: in quella occasione 12 dimostranti e tre agenti sono rimasti feriti leggermente.

http://www.lastampa.it/2015/05/04/esteri/israele-scontri-tra-manifestanti-e-polizia-lBE3UpgHLvjPA9I1q9e51J/pagina.html

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