L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 4 maggio 2015

Gli Stati Uniti da anni, consumano più di quello che producono

Inizia il declino del dollaro con un segnale storico: la Cina non è più il maggior detentore dei titoli del debito pubblico statunitense

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Fonte 

Attilio Folliero, Caracas 15/04/2015 – Aggiornato 29/04/2015 e 01/05/2015 (*)

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Si avvicina il collasso e il collasso sarà economico, político, ambientale e sociale come scrive Dane Wigington (1). In particolare, gli Stati Uniti, come abbiamo scritto tante volte in passato (2) sono immersi in una grave crisi che diventerà terminale con il crollo del valore della sua moneta. A titolo di esempio sulla situazione attuale degli USA diamo solamente due dati: il debito pubblico statunitense è superiore ai 18.000 miliardi (3); la Federal Reseve, la Banca Centrale degli USA, una banca privata, nel 2007 aveva un bilancio di 869 miliardi ed oggi è attorno ai 4.500 miliardi (4). La Federal Reserve come ha potuto accrescere il proprio bilancio di ben 5/6 volte in pochissimi anni? Stampando dollari!

Questa estate si svolgeranno negli Stati Uniti delle esercitazioni militari conosciute col nome in codice “Jade Helm”; l’esercito e varie agenzie governative realizzeranno delle esercitazioni congiunte e, come dicono in molti, queste esercitazioni hanno per obiettivo il controllo della popolazione civile. In sostanza molti intravedono un peggioramento della crisi, conseguenti disordini sociali ed il governo che impone la legge marziale. In questi termini ne parlano i media alternativi (per esempio Infowars), media internazionali (Globalresearch) e media di regime (Wasghington Post); tutti si interrogano sul futuro della crisi e molti intravedono la possibilità che possa sfociare in disordini sociali e nella conseguente applicazione della legge marziale; si parla anche della possibilità che la crisi possa sfociare nella terza guerra mondiale (5).

Come detto sopra, il declino del dollaro porterà gli Stati Uniti ad un tracollo. Oggi analizziamo un segnale inequivocabile che il declino del dollaro è già cominciato; ovviamente il declino non avverrà improvisamente, ma sarà graduale. Stiamo parlando di un evento storico, taciuto dai media ufficiali, o riportato in qualche trafiletto ben nascosto. Come era prevedibile e come avevamo in pratica annunciato un mese fa (6), la Cina ha cessato di essere il maggior detentore dei titoli del debito pubblico statunitense. Secondo gli ultimi dati, pubblicati dal Tesoro USA (7), a febbraio 2015 la Cina deteneva titoli del debito pubblico statunitense pari a 1.223,70, contro i 1.224,40 miliardi del Giappone.

La Cina era diventato il paese che deteneva la maggior quantità di titoli del debito pubblico USA nel settembre del 2008; a luglio del 2011 arriva a detenere titoli per 1.314,90 miliardi. Fino a quella data l’incremento nel possesso dei titoli del debito USA è sempre stato crescente e dell’ordine del 20%, 30%, 40% e perfino 50% ed oltre all’anno (Vedasi di seguito la Tabella 1). Poi, però le cose cambiano: la Cina non solo smette di acquistare i titoli del debito USA, ma inizia a vendere quelli in suo possesso. Alla fine del 2011 i cinesi riducono dello 0,71% il possesso dei titoli USA rispetto al 2010; nel 2012 aumentano gli investimenti di circa il 6%; nel 2013 l’aumento è del 4%; nel 2014 abbiamo una riduzione del 2%, nei primi due mesi del 2015 continuano a vendere: a gennaio la riduzione è dello 0,42%; a febbraio è dell’1,24%.

Che cosa è successo nel 2011? Perché l’inversione di tendenza? Il problema è che gli USA continuano a a vivere sperperando risorse che non possiedono. In sostanza il resto del mondo produce e gli statunitensi consumano. Vedasi la bilancia commerciale USA (8). Questo modello di vita imperniato sul consumismo sfrenato, coinvolge tutta la società statunitense: famiglie, imprese e governo consumano tutti più delle risorse che hanno a disposizione, indebitandosi. Ogni finanziamento, ogni consessione di un debito ha un limite oltre il quale nessuno può andare, nemmeno se si tratta degli USA, la prima potenza economica. Il deficit del Governo USA inizialmente era finanziato con la vendita di titoli del debito pubblico, che privati, istituzioni e paesi correvano in massa ad acquistare perché ermessi da un paese con la Tripla A (9).

Quando le somme necessarie a ripianare un disavanzo sono sempre piu alte, diventa sempre più difficile trovare qualcuno disposto a prestare. Ed è quello che è successo al Governo degli Stati Uniti, che ad un certo punto della sua storia ha dovuto far ricorso alla stampa di denaro inorganico, politica che prende il nome di alleggerimento quantitativo, o quantitative easing (QE) in inglese (10).

Nel novembre del 2008, la Banca Centrale degli Stati Uniti, la Federal Reserve, banca privata come ricordiamo sempre, ha cominciato a stampare dollari per acquistare Buoni del Tesoro Usa a lungo termine ed altri titoli. Inizialmente stampa 600 miliardi di dollari per comprare titoli garantiti da ipoteca, denominati in inglese "Mortgage-backed security" (MBS).

Da allora, la Federal Reserve stampa dollari, raggiungendo la cifra di 2.100 miliardi di dollari nel mese di giugno del 2010. Dopo di che, grazie alla “ripresa economica” decide di interrompere questa pratica di stampare soldi. L’interruzione, però è breve; la ripresa economica è effimera e già nel novembre del 2010 la FED annuncia un nuovo ricorso alla stampa di dollari. Questo nuovo ricorso alla stampa di moneta inorganica passerà alla storia col termine QE2, per distinguerlo dal QE1 iniziato nel 2008. Il QE2 prevede la stampa di 30 miliardi al mese per complessivi 600 miliardi.

Il ricorso alla stampa di dollari non termina con il QE2; infatti, il 13 settembre del 2012 la FED annuncia che continuerà a stampare dollari ed anzi incrementerà la cifra mensile a 40 miliardi. Questa nuova operazione prenderà il nome di QE3. Il 12 dicembre il ricorso alla stampa di dollari diventa a tempo indeterminato e si porta l’importo mensile a 85 miliardi di dollari.

L’acquisto di titoli, sia del debito pubblico che di altro genere, da parte della Federal Reserve attraverso la stampa di dollari termina ufficialmente il 29 ottobre del 2014 (11). Complessivamente la Federal Reserve ha acquistato titoli per 4.500 miliardi di dollari, ovvero ha stampato 4.500 di dollari. È dunque stampando dollari che ha potuto incrementare il proprio bilancio!

Ricordiamo che contemporaneamente alla stampa di dollari, la FED ha portato avanti una politica dei bassi tassi di interesse, prossimi allo 0. Sono stati proprio questi due strumenti (stampa di dollari e costo del denaro prossimo allo 0) che hanno fatto riversare grandi quantità di soldi su Wall Street, il cui índice ha superato i 18.000 punti (12). L’aumento dell’indice della Borsa di New York (Dow Jones) di questi ultimi anni – secondo noi – essendo totalmente artifciale, non legato ad una crescita dell’economia reale, è destinato a crollare (13).

La scusa ufficiale per il ricorso alla stampa dei dollari era dettata dalla necessità di iniettare denaro fresco al mercato, per stimolare la crescita e ridurre la crescente disoccupazione. Mentre la stampa USA giustificava tale política (14), in altri paesi cresceva la la preoccupazione.

La stampa di denaro inorganico crea i presupposti per la sua svalutazione. Ovviamente, i cinesi che avevano investito grandi quantità di soldi in titoli di stato USA ed avevano una enorme riserva internazionale in dollari erano fortemente preoccupati: il possibile crollo del valore del dollaro avrebbe significato per la Cina grosse perdite.

Il 19 gennaio del 2011 alla Casa Bianca c’è lo storico incontro tra il presidente Barack Obama ed il presidente cinese Hu-Jintao. In quel momento (al 31 dicembre 2010), la Cina aveva titoli del debito pubblico USA per 1.160,10 miliardi di dollari e riserve internazionali per 2.847,34 miliardi di dollari (15).

In quell’incontro, per la prima volta nella storia qualcuno osa dire in faccia al presidente USA ed a casa sua, nella Casa Bianca, che il dollaro non è eterno, che ha già compiuto la sua principale funzione e che si va verso un’evoluzione (16).

Dato che la potenza economcia statunitense si basa principalmente sul fatto che il dollaro sia la moneta del commercio internazionale e quindi la moneta di riserva internazionale, tutti coloro che hanno cercato di abbandonare il dollaro sono stati letteralmente eliminati: è successo a Saddam Hussein in Iraq che nel mese di novembre del 2002 annuncia l’intenzione di commercializzare il proprio petrolio in dollari e trasferisce in Euro tutte le sue riserve internazionali in dollari; l'Iran va nella stessa direzione, di qui lo scontro tuttavia in atto con la scusa del nucleare; il Venezuela di Hugo Chavez è ancora più radicale, oltre ad iniziare una politica di scambi commerciali con gli altri Stati evitando l'uso del dollaro (fornendo petrolio in cambio di merci), propone la creazione di una banca e di una moneta latinoamericana ed è per questo oggetto di vari tentativi di colpi di stato (17). Quando all’inizio del 2011, Domenique Strauss-Khan, segretario del FMI, chiede l’abbandono del dollaro noi dicevamo che si stava giocando il futuro e così è stato (18).

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