L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 5 maggio 2015

Governo Renzi fa gli interessi dei paesi stranieri e non del popolo italiano

PD ammette: "facciamo interessi di paesi stranieri"ALTRO

04/05/2015




In economia governo si muove in continuità con Monti, confessa deputato D'Atorre: VIDEO. Jobs Act creerà precarietà e ridurrà buste paga.
ROMA (WSI) - Per la prima volta anche il partito al governo riconosce che l'Italia continua a fare gli interessi dell'Ue e degli altri paesi e che le cose possono solo peggiorare. Il tutto mentre l'economia è un disastro e l'unica via d'uscita, vista la mancanza di investimenti, è un intervento dello Stato.

È il pensiero espresso dal deputato del Pd Alfredo D'Attorre, in una rara ma necessaria ventata di realismo da parte delle élite, che si spera possa risvegliare l'Italia dal sonno profondo.

"La politica economica del governo, al di là della bravura comunicativa di Renzi, si muove sostanzialmente in continuità con le scelte del governo Monti e con le direttive dell'Europa, Bruxelles".

In quest'ottica il Pd ha una linea che fa gli interessi di altri paesi e che "va contro l'interesse nazionale e che è destinata a peggiorare ancora".

Rispettando le imposizioni dell'Ue il governo Renzi sta facendo gli interessi di altri paesi nonostante il fallimento delle politiche di austerità, dice D'Atorre, secondo cui ora si può sperare in una ripresa economica soltanto con investimenti pubblici.

Che le politiche di austerity non hanno funzionato ormai lo dice anche il Fondo Monetario Internazionale: "le risorse si creano se si riavvia un ciclo economico con investimenti anche pubblici e con un intervento della mano pubblica".

Sulla tanto lodata riforma del lavoro D'Attorre la pensa diversamente da autorità europee, agenzie di rating e analisti, confessando che l'effetto che avrà il Jobs Act sarà quello di creare più precarietà e ridurre gli stipendi dei lavoratori.

"Il Jobs Act produrrà più flessibilità e precarietà nel lavoro e il vero motivo per cui è stato fatto e imposto da Draghi a Renzi è per recuperare produttività abbassando i salari".

(DaC)
Fonte della notizia : wallstreetitalia

http://www.newmediamagazine.it/pd-ammette-facciamo-interessi-di-paesi-stranieri-28601.html

Nessun commento:

Posta un commento