L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 5 maggio 2015

L'Euro è un progetto politico per impoverire le masse europee e togliere diritti sociali

Adesso i conti (oltre la Grecia) non tornano più

Noi e la moneta unica. Quando accadrà il patatrac non servirà piangere: bisognerà reagire, nel senso che ciascun Paese dell’Ue dovrà arrangiarsi. Siamo alla vigilia del terremoto eppure non abbiamo paura: confidiamo nello stellone protettivo, pensiamo che ce la caveremo. Vabbè, aspettiamo il peggio a ciglio asciutto. Ma facciamo almeno gli scongiuri. E lasciate fallire quei poveri greci ... Anita, ilgiorno.it
A DISTANZA di molti anni dal fatidico 1° gennaio 2002 - quando l’Euro divenne definitivamente la moneta comune a 16 nazioni in Europa - i mercati finanziari hanno finalmente compreso che i Paesi d’Europa non sono più sovrani, specialmente nell’emissione della loro moneta. Dunque i mercati hanno dato un’occhiata ai grandi debiti degli Stati e hanno concluso che per noi ripagarli è un vero problema. Da qui il loro panico, e la conseguente crisi di cui tutti parlano, che oggi colpisce la Grecia, ma domani colpirà tutti gli altri. E ciò perché è una crisi strutturale, non di un paio di Paesi. In passato un «caso greco» non si verificò mai, per esempio, con l’Italia spendacciona, indebitata, inflazionistica ma con moneta sovrana degli anni ’60 e ‘70. Al contrario, quell’Italia era assai prospera e la sua ricchezza di allora ancora oggi ci nutre. Oggi, dopo secoli di dominio europeo nel mondo continuiamo a considerarci il centro dell’universo, anche se non lo siamo più. E i conti (non solo greci) non tornano più. laura.fasano@ilgiorno.net

http://blog.quotidiano.net/fasano/2015/05/03/adesso-i-conti-oltre-la-grecia-non-tornano-piu/

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