L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 5 maggio 2015

Milano, la violenza degli imbecilli serve al Pd per mantenere il potere

Dai black bloc ai precari, Fusaro: "La scuola ridotta ad azienda e le piazze usate dal Palazzo"
 
05 maggio 2015, Marta Moriconi
 
Diego Fusaro, filosofo marxista e giovane docente, commenta anche la “buona scuola” di Renzi, ma partendo dalle piazze. Prima i No Expo, poi Bologna, fino ai precari che oggi chiedono al premier di fermarsi con la riforma
Dai black bloc ai precari, Fusaro: 'La scuola ridotta ad azienda e le piazze usate dal Palazzo'
scolastica. 

Prima la piazza del No expo. Per evitare un nuovo G8 la Polizia non è intervenuta con cariche. Che senso ha? 

“Per me è un copione che si è ripetuto questo con i Black Bloc. Arrivano in campo persone vestite di nero, che non si capisce da dove arrivino, non vengono identificate e agiscono indisturbate…e in questo modo, guarda caso, capita che delegittimino tutte le proteste, e il dissenso in quanto tale che viene identificato con la violenza. Per me sono il braccio armato del potere in qualche modo”. 

Le devastazioni, cioè quello che rimane, sono sempre a carico dei cittadini. E rimangono impuniti troppi colpevoli. Cosa non va del sistema? 

“E’ una vergogna questa. A proposito dei black bloc, dissociandomi dalla loro violenza stupida, voglio ribadire quello che diceva Costanzo Preve su Genova: chi pensa di contestare il capitalismo spaccando vetrine, o è in cattiva fede o è uno stronzo. E sottoscrivo quest’affermazione in pieno”. 

E a Bologna invece, cosa ritiene sia successo?

“A Bologna c’erano professori, precari disoccupati inermi, massacrati mentre manifestavano pacificamente. Quindi si ripete quello che già dicevo: Pd uguale a una sorta di pestaggio democratico”.

Tra l’altro di Bologna rimane quell’immagine della donna con il braccio spezzato. Non certo un fiore all’occhiello per il governo. Che succede quando la sinistra scende in campo contro la sinistra? 

Mah, non so se fossero di sinistra, sicuramente erano sicuramente persone che patiscono un disagio quotidiano a causa della precarizzazione, per la disoccupazione, per la scuola ridotta ad azienda. La Polizia ha colpito duro, ma dico io che è facile prendersela con i deboli, spaccando il braccio a una signora o riempendo di manganellate gli indifesi”. 

Se questi sono i fatti, la colpa a chi la darebbe? 

“Il governo sta devastando la scuola, quindi è legittimo protestare contro. Io non sono d’accordo con la Buona scuola di Renzi per esempio. Temo che ci saranno sempre più proteste e restringimenti di libertà. Già se ne parla…”.

Come commenta il fatto che mentre fuori si svolgeva la protesta che sfociava in quello che abbiamo visto, Renzi sfoggiasse il suo discorso incoraggiante? Quanto dista oggi la rappresentanza istituzionale dalla piazza? 

“I discorsi di Renzi sempre più sono simili alle grandi adunate oceaniche, ma peccato che non ci sono più le grandi adunate oceaniche perché la gente non partecipa più. Parlava a una piazza che non c’era, anzi c’era e gli era contro. Il bello del mondo mediatizzato è questo, dare risalto a una persona, e trascurare milioni che dissentono in piazza. E far apparire come dissenzienti solo i black bloc non puntando la telecamera su quelli che pacificamente protestano. Io solidarizzo con chiunque esprima pacificamente il proprio dissenso: la democrazia vive anche di questo e non reprime”. 

Perché ritiene che arriveranno?

“Siamo entrati in una fase più liberale e meno democratica. E liberale è uguale a dire imposizione del dogma della libertà di mercato che è la cosa meno democratica che ci sia”. 

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