L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 20 giugno 2015

Draghi traditore, nei periodi di crisi, l'economia riparte se lo stato investe o aumenta la domanda dovuta a maggior reddito, Draghi lo sa ma propugna la stabilità dei conti che portano crisi e disoccupazione

Draghi invece di regalare 60 miliardi mesi alle banche, dovrebbe darli alle imprese, agli stati per investimenti in ricerca, tecnologia, migliorare le scuole, in investimenti stratetegici come ENERGIA PULITA, INFRASTUTTURE DIGITALI, invece blatera su conti e disoccupazione che con il metodo affrontato da lui e da tutti gli euroimbecilli portano a niente altro che austerità che è la fonte primaria che impoverisce i popoli e fa ingrassare il Capitalismo UltraFinanziario. Draghi è un traditore del popolo italiano e dei popoli europei. Martelun

analisi
Draghi mette in guardia l'Italia su pensioni e debito pubblico
Draghi mette in guardia l'Italia su pensioni e debito pubblico
Nell'area euro "in prospettiva, saranno necessari interventi di risanamento aggiuntivi per ricondurre l'elevato rapporto tra debito pubblico e pil su un percorso discendente sostenibile". Lo ha sottolineato la Bce nel suo bollettino mensile, aggiungendo che "vi sono rischi connessi all'inversione delle riforme pensionistiche adottate, come lasciano intendere le recenti discussioni avviate in alcuni Paesi". Il riferimento all'Italia è chiaro. 

Gli esperti della Bce hanno lasciato sostanzialmente invariate le stime di crescita dell'Eurozona. Le proiezioni macroeconomiche per l'area dell'euro formulate a giugno prevedono una crescita annua del pil in termini reali pari all'1,5 per cento nel 2015, all'1,9 per cento nel 2016 e al 2 per cento nel 2017.

Rispetto all'esercizio svolto dagli esperti della Bce a marzo 2015, le proiezioni per il tasso di crescita del pil in termini reali rimangono sostanzialmente invariate nell'orizzonte previsivo. Il Consiglio direttivo, si legge nel bollettino della Bce, "ritiene che i rischi per le prospettive dell'attivita' economica, pur rimanendo orientati verso il basso, siano divenuti più bilanciati grazie alle proprie decisioni di politica monetaria e agli andamenti dei corsi petroliferi e dei tassi di cambio".

Secondo la Bce, Le incertezze legate alla Grecia e le tensioni geopolitiche esterne all'area euro sono tra i fattori che "continuano a frenare la ripresa" dell'area euro. La crisi greca ha determinato anche un ampliamento dei differenziali di rendimento a dieci anni rispetto alla Germania, che è cresciuto di circa 40 punti base in Italia e Spagna e di circa 60 punti base in Portogallo.

"I mercati del lavoro dell'area dell'euro", ha spiegato l'istituto di Francoforte, "dovrebbero migliorare ulteriormente nel breve e nel medio periodo. Si prevede che la crescita dell'occupazione registri una lieve accelerazione nei prossimi trimestri, sulla scia di un consolidamento della ripresa, che dovrebbe portare a un'ulteriore diminuzione del tasso di disoccupazione nell'area dell'euro".

Tuttavia, ha sottolineato la Bce, "alcuni fattori continuano a frenare la ripresa dell'attività complessiva. L'indebitamento del settore pubblico è aumentato ancora, benché a un ritmo più lento, e dovrebbe mantenersi su livelli elevati in alcuni Paesi. Gli andamenti nei mercati del lavoro, seppur in generale miglioramento, rimarranno condizionati da elevati tassi di disoccupazione strutturale, specie in alcuni Paesi particolarmente colpiti dalla crisi. Entrambi questi fattori dovrebbero contribuire a mantenere le pressioni al rialzo sul risparmio a scopo precauzionale da parte delle famiglie. La lenta attuazione delle riforme strutturali continua a gravare sulla crescita in diversi Paesi. Inoltre, le prospettive relativamente deboli per la crescita potenziale, il protrarsi delle incertezze circa la situazione della Grecia, oltre alle tensioni geopolitiche esterne all'area dell'euro potrebbero pesare ancora sulla spesa per investimenti".

http://www.milanofinanza.it/news/draghi-mette-in-guardia-l-italia-su-pensioni-e-debito-pubblico-201506181148078983 

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