L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 28 luglio 2015

2015 crisi economica, tranquilli gente gli 800.000 miliardi di derivati sono diventati 1.500.000 miliardi, carta straccia per tutti i gusti

Esperto americano: "La bolla da 1,5 quadrilioni di dollari in derivati sta per abbattersi sul sistema economico mondiale"

Esperto americano: La bolla da 1,5 quadrilioni di dollari in derivati sta per abbattersi sul sistema economico mondiale
 

"L'economia e il sistema finanziario degli Stati Uniti è come un castello di carte che sta per crollare".

Nel mondo che ha accumulato 1,5 quadrilioni di dollari in derivati, la "bomba finanziaria" può esplodere in qualunque momento. Lo scrive su Global Research l'analista statunitense Stephen Lendman, sostenendo come lo scenario più probabile sarebbe tale da far passare la Grande recessione del 2008 e 2009 come di poco conto.
 
I dati della Banca dei regolamenti internazionali, l'istituto finanziario che coordina l'attività delle banche centrali, mostrano che ci sono circa 700.000 miliardi di derivati ​​a livello globale. Insieme con i cosiddetti credit default swap (noti anche come CDS, di "credit default swap") e "altri strumenti finanziari esotici", il valore totale dei derivati ​​assume la cifra senza senso di 1,5 quadrilioni di dollari. E' un valore  il 20% maggiore di quello del 2008, un flusso enorme che si verifica quando un caos finanziario è alle porte.  
 
Per anni, Warren Buffett ha descritto come "bombe” i derivati ​​finanziari per le economie e i semplici cittadini, ricorda l'esperto.
 
La Federal Reserve, la banca centrale americana, controllata e gestita da Wall Street, è la radice del problema, non la soluzione, sottolinea l'analista. A Wall Street "i soldi servono a comprare interessi politici come se fossero dentifricio", ha aggiunto.
 
"La deregolamentazione finanziaria ha trasformato Wall Street in un casinò senza regole. Siamo in attesa di un errore irreversibile. E 'solo una questione di tempo", dice Lendman.
 
"L'economia e il sistema finanziario degli Stati Uniti è come un castello di carte che sta per crollare".
 

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