L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 30 luglio 2015

Era scritto, non possono aumentare i tassi, troppi elementi di crisi incombono

Fed, tassi invariati. Il dibattito resta aperto: rialzo «possibile» a settembre

Reuters
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Come da attese la Federal Reserve ha lasciato i tassi di interesse fermi allo 0-0,25%, minimo storico a cui furono portati il 16 dicembre 2008. La decisione arriva dal Federal Open Market Committee, il braccio di politica monetaria della banca centrale americana, che oggi ha concluso la sua due-giorni di riunione successivamente alla quale non è prevista alcuna conferenza stampa del governatore Janet Yellen.
La prima donna a guidare la Fed parlerà invece dopo il prossimo meeting, in calendario il 16 e 17 settembre. In quell'occasione inoltre verranno diffuse le nuove stime economiche dell'istituto centrale.
Migliora il mercato del lavoro
Così come aveva detto alla fine della riunione di giugno, la Federal Reserve anche oggi è tornata a spiegare che «l’attività economica ha continuato ad espandersi in modo moderato negli ultimi mesi». Diversamente da allora però la banca centrale americana migliora la sua visione sull’andamento del mercato del lavoro, che «continua a migliorare» con la creazione «solida» di posti di lavoro e disoccupazione «in calo». A giugno, la Fed aveva spiegato che «il passo con cui c'è creazione di posti di lavoro ha accelerato mentre la disoccupazione resta stabile».
Nuova decisione il 16-17 settembre
Resta dunque aperto il dibattito sulla tempistica con cui i tassi torneranno a salire per la prima volta dal 2006. Una svolta a settembre sembra possibile, ma non c'è nulla che la renda certa. Si nota che per la quinta volta di fila tutti i membri dell'Fomc hanno votato a favore di un mantenimento dei tassi allo 0-0,25%. E proprio il voto all’unanimità potrebbe essere la conferma, indiretta, che la Fed non ha fretta di alzare i tassi.

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2015-07-29/la-fed-lascia-tassi-invariati-economia-continua-crescere-modo-moderato-201923.shtml?uuid=ACISHoZ

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