L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 31 luglio 2015

l'Avio deve ritornare ad essere italiana

Spazio: con 7 missioni all’attivo negli ultimi 11 anni l’Italia è sempre piu’ importante

In vista del lancio di Paolo Nespoli, è tempo di bilanci per l’ASI sempre più protagonista del panorama scientifico internazionale

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Il ruolo spaziale dell’Italia e’ in continua crescita e a dimostrarlo sono le sette missioni con astronauti condotte in appena 11 anni e un ruolo di primo piano nella Stazione Spaziale Internazionale (Iss). Lo spazio e’ un settore in continuo sviluppo, ha detto il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) Roberto Battiston, che nel nostro Paese ha 6.000 addetti e 1,4 miliardi di euro di fatturato. Tuttavia c’e’ un problema da risolvere: le maggiori aziende non sono pienamente in mano italiana.

paolo nespoli 

“Con il prossimo lancio di Paolo Nespoli nel 2017 – ha proseguito Battiston – e quello successivo da definire nel 2018/2019 abbiamo la cifra record di 7 missioni umane in appena 11 anni. Tutto questo e’ il frutto di un lungo lavoro di cooperazione sia con l’Agenzia Spaziale Europea (Esa) che con la Nasa e il riconoscimento dell’importanza e del valore del lavoro svolto dalla ricerca e dall’industria del nostro Paese”. Il gran numero di astronauti italiani e la grande partecipazione all’interno della Stazione Spaziale sono due aspetti strettamente legati. Al di la’ di un fondamentale ruolo all’interno di Esa, l’Asi ha infatti un canale privilegiato di collaborazione con la Nasa nato dall’accordo stipulato nel 1997 per la fornitura di tre tre moduli pressurizzati abitativi (Mplm – Multi Purpose Pressurized Module) e il Pmm (Permanent Multi Purpose Module). In questo modo l’Asi ha acquisito diritti di utilizzazione delle risorse Nasa e al volo di astronauti italiani. Il volo di Nespoli e’ il piu’ recente dei tre voli finora concordati, dopo quello di Luca Parmitano nel 2013, seguito dalla missione di Samantha Cristoforetti nel 2015. Cosi’ gli ultimi 15 anni hanno visto l’Asi portare sulla Stazione Spaziale ben 70 esperimenti scientifici, in particolare di biologia e medicina, e 31 strumenti. Grazie a questo, centinaia di ricercatori hanno potuto lavorare con ruoli di primo piano ai dati scientifici ottenuti in assenza di gravita’. “Italiana – ha detto ancora Battiston – sara’ anche la base dei motori dell’intera famiglia dei lanciatori europei”, riferendosi al motore del lanciatore Vega prodotto dalla Avio negli stabilimenti di Colleferro (Roma). E la Avio, ha osservato il presidente dell’Asi, e’ fra le aziende attive in Italia, la cui proprieta’ ”e’ pero’ di altre nazioni” e ”l’Asi – ha aggiunto – si sta impegnando da tempo, con la collaborazione del governo, per fare in modo che sia possibile riportarle sotto una proprieta’ italiana”.

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