L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 23 luglio 2015

Mobilità sostenibile, i pendolari pagano servizi non dati

Fa caldo e i treni si fermano. Trenord si scusa, pendolari sul piede di guerra

Fa caldo. L’aria condizionata non funziona. I sistemi di climatizzazione si bloccano. I treni vengono soppressi. E Trenord si scusa con i viaggiatori. È la catena di eventi di una torrida estate che in Lombardia sta mettendo in evidenza tutte le carenze del trasporto regionale. I pendolari lombardi sono sul piede di guerra e hanno lanciato una petizione in cui chiedono alla politica del trasporto pubblico locale di cambiare rotta.

trenord 

La nota diffusa da Trenord parla di un’emergenza senza precedenti ma non può nascondere che sia legata alla vetustà della flotta – con un’età media di 33 anni. Dice Trenord: “Le eccezionali temperature di questi giorni stanno mettendo a dura prova gli impianti di climatizzazione a bordo delle carrozze e delle cabine di guida, causando il blocco temporaneo dei sistemi che solo in alcuni casi è possibile resettare. Per questo sono in corso azioni mitigative straordinarie a bordo treno e nelle stazioni, oltre che un crash program dell’attività manutentiva. Il problema dell’aria condizionata è fortemente connesso all’età della flotta. Oltre la metà della flotta di Trenord – composta da vetture doppio piano, media distanza e piano ribassato – ha un’età media di 33 anni. Sulla maggior parte di queste carrozze gli impianti di climatizzazione sono stati installati solo successivamente alla loro entrata in servizio. Con le temperature estreme di questi giorni e dopo turni ininterrotti sotto il sole cocente scatta il blocco del sistema refrigerante”. Meglio va, prosegue l’azienda, sui circa 200 convogli di ultima generazione progettati con impianti di condizionamento e che sono in servizio principalmente su linee suburbane ad alta frequentazione.
L’azienda rivendica che, nonostante il caldo e le soppressioni, “l’obiettivo minimo della puntualità (82% medio per il 2015) è ampiamente traguardato anche nel mese di luglio”. Ma non può fare a meno di scusarsi con i viaggiatori: “Continuiamo a contare sulla professionalità del nostro personale e a confidare nella comprensione dei nostri Clienti, messa a dura prova dal caldo estremo. Per questo esprimiamo loro le nostre scuse e assicuriamo il massimo impegno nell’affrontare un’emergenza che non ha precedenti nella storia recente e che sta mettendo a dura prova i sistemi ferroviari di tutta Europa”.
Pendolari cui di certo le scuse dell’azienda non bastano, perché viaggiare sui treni è diventato un’odissea. I rappresentanti dei viaggiatori del trasporto pubblico ferroviario lombardo hanno così lanciato una petizione su change.org in cui chiedono una netta inversione di tendenza e denunciano la “pessima qualità del servizio” offerto ogni giorno. Denunciano i pendolari: “Che si tratti di ritardi, soppressioni, pessima gestione dell’informazione a bordo e in stazione, fatiscenza e scarsa manutenzione dei mezzi, oppure tagli applicati e paventati al servizio regionale, i pendolari ogni giorno hanno la netta convinzione di pagare un servizio che di fatto non gli viene reso in modo quantitativamente e qualitativamente accettabile”.
Le sigle dei diversi comitati pendolari chiedono dunque alla Regione Lombardia un cambiamento nella politica dei trasporti: “un serio programma di crescita e completamento del progetto del sistema ferroviario regionale, sia nella quantità dei servizi che nella qualità attesa. Il servizio non può essere ridimensionato ma deve necessariamente crescere, così come cresce la sua domanda”; un serio programma di investimenti; “trasparenza completa nel Contratto di Servizio con Trenord, nelle penali riguardanti guasti e inadempienze nel servizio e nella sua qualità da parte di Trenord e RFI. Trasparenza altresì nei computi degli indici di puntualità”; il coinvolgimento delle rappresentanze dei viaggiatori nella definizione degli obiettivi e nella gestione dei contratti di servizio.

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