L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 24 luglio 2015

Mobilità sostenibile, un'organizzazione che viaggia normalmente sul filo del rasoio, va in tilt ad ogni minimo intoppo, pendolari dimenticati

Treni nel caos: Firenze si ferma ancora. Riunione di emergenza a Roma

Riunione di emergenza alla sede centrale di Roma del Gruppo sulla situazione in Toscana.


A provocare i disagi di questa mattina intorno al nodo di Firenze è stato un guasto verificatosi durante le attività di cantiere per urgenti interventi di manutenzione all’infrastruttura, cominciati già nel corso dalla notte, a causa dei quali alcuni binari erano stati temporaneamente messi fuori servizio.
 La capacità della stazione di Firenze Santa Maria Novella è stata significativamente ridotta fino alle 10.30. Per questo motivo è stato necessario riprogrammare parte dell’offerta dei treni in arrivo e partenza. Oltre 60 treni hanno registrato ritardi fra 15 e 40 minuti. Inoltre, quattro treni regionali sono stati cancellati interamente e altri quattro per una parte del proprio percorso.
L’amministratore delegato ha disposto un’inchiesta interna su quanto è accaduto.
Inoltre il treno regionale 6859 Empoli – Siena, fermo per un guasto fra Castellina in Chianti e Badesse, ha richiesto l’invio di un nuovo locomotore. Per consentire le operazioni di soccorso – la linea è a binario unico – altri quattro Regionali hanno registrato ritardi fra 18 e 104 minuti altrettanti sono stati cancellati.

Tutti i responsabili, nazionali e regionali, sono stati convocati dall’amministratore delegato Michele Elia, alla presenza degli amministratori delegati di RFI Maurizio Gentile e di Trenitalia Vincenzo Soprano, per fare il punto della situazione dopo gli episodi che hanno interessato l’area negli ultimi dieci giorni. E’ stata disposta l’attivazione di centri operativi territoriali permanenti ed è stato deciso un potenziamento dei controlli su tutti i punti critici, con il presenziamento da parte del personale tecnico.
Le decisioni aziendali si sono rese necessarie anche in vista dei picchi di traffico che si registreranno in concomitanza con le vacanze estive. Infine sono stati attivati turni straordinari di lavoro per la manutenzione dei treni nelle officine di Firenze Osmannoro.
L’amministratore delegato del Gruppo Ferrovie, Michele Mario Elia, collegato anche in video con i centri territoriali delle principali città italiane, ha ricordato ai massimi dirigenti dell’azienda: “Dobbiamo preoccuparci anzitutto dei viaggiatori. Per questo dobbiamo stare in allerta dal momento in cui un treno accumula un minuto di ritardo. Non è ammissibile quello che è successo in questi giorni. Ricordiamoci che prima di tutto viene il cliente, che deve viaggiare in perfetto orario e in assoluto comfort, a cominciare dall’aria condizionata nelle carrozze”.

"Inaccettabile quanto avvenuto oggi sul fronte del trasporto ferroviario in Toscana" afferma il Codacons, commentando il guasto che ha portato ad una serie di ritardi e cancellazioni per i treni in partenza e in arrivo alla stazione di Santa Maria Novella. “Ora le Ferrovie devono provvedere ad indennizzare i passeggeri che hanno subito ritardi e cancellazioni dei treni – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Non basta il rimborso del biglietto né bonus per i ritardi di una certa entità, ma Fs deve impegnarsi a riconoscere un risarcimento automatico in denaro ai viaggiatori che hanno subito danni a seguito del guasto. Invitiamo pertanto tutti gli utenti coinvolti nei disservizi registrati oggi in Toscana, a rivolgersi al Codacons per avviare le dovute azioni legali contro le Ferrovie” – conclude Rienzi.
"Ennesima mattinata di passione tra ritardi, cancellazioni e percorsi limitati. Così non si può più andare avanti, è troppo. Questo del trasporto su rotaia in Toscana non è nemmeno più degno di chiamarsi servizio. E’ un’incognita. Un terno al lotto. Una scommessa dove chi viaggia perde sempre. E senza che nessuno provveda a rimediare" all’attacco, il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Stefano Mugnai, dopo il doppio guasto che stamani ha mandato in tilt da un lato il traffico ferroviario alla stazione fiorentina di Santa Maria Novella coinvolgendo in tutto una sessantina di treni di cui circa quaranta regionali, dall’altro l’asse Empoli-Pisa con un treno rimasto in panne sull’unico binario.
"Una mattinata da inferno purtroppo ordinaria – commenta Mugnai che il pendolare lo fa da 25 anni su una delle tratte più frequentemente coinvolte dai disservizi, ovvero quella tra Firenze e Arezzo – visti gli eventi degli ultimi giorni a cui giustamente le cronache danno risalto. Le persone si muovono per lavorare, per studiare, ciascuno a suo modo per concorrere alla crescita della Toscana… la mobilità è un diritto. Così rimane solo sulla carta. Anzi sul binario; il binario morto, triste e solitario, di un servizio che non c’è".

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