L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 24 luglio 2015

Renzi non governa deve andare via


Oleodotto

Seconda linea per il Nord Stream

© Sputnik. Taras Litvinenko
Economia
Accordo per aumentare il flusso del gas russo in Germania attraverso i Paesi baltici.
Mentre l'Europa punta a raddoppiare il corridoio est-ovest, Gazprom, Shell, Omv e E.On hanno firmato un memorandum per costruire una seconda linea del gasdotto Nord Stream, la conduttura per portare il gas russo in Germania attraverso il Baltico.

A farne le spese potrebbe essere il progetto Galsi (Gasdotto Algeria Sardegna Italia), volto al trasporto di metano algerino verso il nostro Paese, e parte della lista dei "progetti d'interesse comunitari" del 2013.
Durante il vertice intergovernativo tenutosi a Villa Madama nella prima metà del 2015, il premier algerino, Abdelmalek Sellal, ha dichiarato che l'Algeria è pronta a ripristinare insieme all'Italia il progetto di gasdotto Galsi.
"Vogliamo proporre questa fonte alternativa di approvvigionamento energetico per l'Europa", ha detto Sellal.
Dichiarazioni che però non sembrano aver avuto seguito a Bruxelles.
L'Algeria garantisce all'Italia il 32% delle forniture di metano provenienti dall'estero, pari a 21,8 miliardi di metri cubi all'anno, secondo i dati del World Energy Outlook 2014 dell'International Energy Agency. Il gas algerino arriva in Italia attraverso i 2.200 chilometri del Transmed, gasdotto che parte dal campo di Hassi R'Mel, attraversa la Tunisia e s'inabissa nel Mar Mediterraneo raggiungendo le coste siciliane di Mazara del Vallo. L'Italia ha però ridotto sensibilmente le importazioni di gas dall'Algeria nel 2014 del 46%. Un trend confermato anche dall'amministratore delegato di Snam Rete Gas, Carlo Malacarne, secondo cui il calo è dovuto alla "rinegoziazione dei contratti take or pay" e "accordi di diminuzione o ritardi nell'obbligo di import".

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