L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 29 luglio 2015

Renzi scappa sempre, ma apre di continuo la bocca per dire sciocchezze

la cerimonia

2 Agosto, la battaglia dei risarcimenti
Il premier Renzi manda De Vincenti

Al 35esimo anniversario della strage ci sarà
il sottosegretario alla presidenza del Consiglio

BOLOGNA - Il premier Matteo Renzi manderà a Bologna domenica prossima, per il 35esimo anniversario della strage di Bologna, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti in rappresentanza del suo governo. Un segnale di attenzione perché De Vincenti arriverà in città in aggiunta al presidente del Senato Pietro Grasso che arriverà direttamente in stazione e prenderà la parola dal palco difficile di piazza Medaglie d’Oro. Toccherà proprio a lui rispondere alle promesse che due anni fa Graziano Delrio (che allora occupava la stessa posizione di sottosegretario alla presidenza del Consiglio) aveva fatto all’associazione dei famigliari delle vittime.
Le richieste sono sostanzialmente tre anche se una sola dipende direttamente dal governo: i risarcimenti promessi ai famigliari delle vittime che non sono ancora arrivati, una piena applicazione della direttiva Renzi sulla desecretazione degli atti relativi alle stragi e un percorso celere per l’approvazione in Parlamento del reato di depistaggio. Richieste che due giorni fa sono state riassunte in una petizione firmata anche dal sindaco Merola. Nel presentare le iniziative del 35esimo anniversario insieme al presidente dell’associazione famigliari, Paolo Bolognesi, il sindaco ha detto chiaro e tondo che accompagna questa battaglia: «Serve un cambio di passo da parte delle istituzioni nazionali — ha detto il primo cittadino — sulle questioni sollevate dall’associazione, rispettare gli impegni è fondamentale per un governo democratico». Bolognesi poi ha rincarato la dose: «Il nostro obiettivo non è fare polemica. Vogliamo solo che le promesse fatte dai ministri in occasione delle celebrazioni vengano mantenute. Queste occasioni non sono un momento per essere fotografati. Così il governo non offende solo i famigliari delle vittime ma tutti gli italiani». E poi c’è la legge sul depistaggio che, per Bolognesi, «doveva avere una via preferenziale e che invece ha avuto un iter ad ostacoli con problemi nella maggioranza».
Un probabile riferimento a Ncd «visto che Pd oltre a Sel e Cinque Stelle sono d’accordo». Alla presentazione delle celebrazioni ha partecipato pure l’assessore regionale, Massimo Mezzetti e anche lui ha sottoscritto la petizione dell’associazione dei famigliari. Tra l’altro la recente sentenza sulla strage di piazza della Loggia a Brescia ha dato nuove speranze all’associazione sul fatto che si possa arrivare ad una completa verità giudiziaria. Tornando alla giornata di domenica,la scaletta degli appuntamenti ricalca quella degli altri anni con il ricordo alla mattina in Comune, la sfilata lungo via Indipendenza fino alla stazione, gli interventi dal palco, la partenza del treno per San Benedetto dove si ricordano le vittime degli attentati all’Italicus e al rapido 904 e, infine, la celebrazione della messa con monsignor Giovanni Silvagni. Poi quest’anno, al termine del concorso internazionale di composizione verrà proiettato in piazza Maggiore il film La linea gialla, una produzione de La Repubblica e Movie Movie, da un’idea di Aldo Balzanelli, con soggetto e sceneggiatura Emilio Marrese, e la regia di Francesca Conversano e Nene Grignaffini. Il film è il racconto onirico di una vita negata, quella di Angela Fresu, la più piccola delle 85 vittime della strage. Il film è un colpo al cuore non solo per chi quel giorno era a Bologna ma per tutti quelli che ci sono stati dopo in quella piazza. Basta vedere un frammento della piccola Angela Fresu, al mare, un frammento di vita dell’angelo di quella tragedia che si nasconde dietro un amichetto, per riavvolgere il dolore della più grande strage della storia repubblicana. Non c’è nessuna altra immagine, nemmeno quella dei funerali, che renda di più il dolore senza senso di quella strage, l’immagine della piccola Angela che gioca al mare. 

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