L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 21 luglio 2015

Sono immondi, hanno una bocca ma mangiano per tre


Bollette, addio Iva su accise: "illegale". Enel rimborsa utente
  WSI | Pubblicato il 20 luglio 2015
Sentenza storica dopo il ricorso di un cittadino veneziano. Si apre possibile class action guidata da Federconsumatori.




Un consumatore vince contro l'Enel: l'Iva sulle accise non si paga

NEW YORK (WSI) - Addio Iva sulle accise in bolletta. Con una sentenza storica, un giudice di pace di Venezia ha dato ragione a un consumatore che aveva presentato ricorso contro l'Enel per contestare la quota di Iva sulla bolletta di gas ed elettricità calcolata anche sulle accise. Alla base della sentenza il principio giuridico stabilito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n° 3671/97e fiscale secondo cui la presenza di un’imposta non costituisce mai base imponibile per la generazione di un altro tributo.

A questo punto la palla passa all'Enel che avrà l’obbligo di un risarcimento in questo caso pari a 103,78 euro, a cui dovranno aggiungersi interessi e spese per otto fatture contestate per la fornitura del gap e 12 per l'elettricità. Toccherà allo Stato poi restituire tale somma all'Enel dopo la variazione annuale sull'Iva.

Ma quello del consumatore veneziano potrebbe essere solo un primo acconto. La Federconsumatori sta pensando alla la possibilità di avviare una class action. Secondo i primi calcoli, se tutti i 21 milioni di utenti domestici facessero ricorso il rimborso si aggirerebbe intorno ai due miliardi di euro. Tra l'altro una sentenza del genere potrebbe trovare applicazione anche su altri prodotti sui quali si paga l'Iva sulle accise, tra cui la benzina e il gasolio. (mt)
 

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