L'albero della storia è sempre verde

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"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 25 agosto 2015

2015 crisi economica, le merci non si comprano per la caduta dei redditi e chi fabbrica le merci deve andare in crisi

Cina, crisi del mercato azionario: cause, effetti, conseguenze sull’economia mondiale e previsioni

di | 25 Agosto 2015 - 11:15

La crisi sul mercato azionario in Cina spiegata: cause, conseguenze su tassi ed inflazione ed effetti sui mercati finanziari di tutto il mondo. Previsioni: cosa succederà ora

Quali sono le cause di questa nuova crisi sui mercati globali, quali invece gli effetti e le conseguenze? Ecco un’analisi di cosa sta succedendo sul mercato azionario in Cina e in tutto il mondo.
Il crollo del mercato azionario in Cina, con effetto domino su Borse europee, Wall Street e tutti i listini nel resto del mondo, ha alimentato le preoccupazioni sull’inflazione, il futuro dello stesso mercato azionario e dei tassi di interesse. Durante il «Lunedì nero» sono stati miliardi i dollari bruciati sui mercati di tutto il mondo.

Cina, crolla il mercato azionario: cosa sta succedendo?
Il mercato azionario cinese ha dubito un crollo drastico nelle ultime settimane nonostante gli interventi di Pechino volti a calmare i nervosismi degli investitori ed aumentare la fiducia a livello mondiale, rassicurando circa il rallentamento dell’economia del paese.

Le azioni in Cina avevano registrato un rialzo del 150% in 12 mesi fino a metà giugno grazie ai piccoli investitori retail che si sono interessati al mercato in crescita, spesso richiedendo prestiti ingenti. Ma con il crescendo della sopravvalutazione delle azioni e i segnali di un rallentamento dell’economia della Cina, il ritmo del mercato si è bloccato subito dopo aver raggiunto i massimi di sette anni.
Dopo un ulteriore crollo sul mercato azionario in Cina di ieri, soprannominato «Lunedì nero», sono andati in fumo tutti i rialzi registrati dall’inizio dell’anno.
La mossa a sorpresa da parte di Pechino di svalutare la propria moneta, lo yuan, è servita solo ad intensificare le preoccupazioni circa la salute della seconda economia più grande del mondo.

Crisi in Cina: gli effetti sul resto del mondo
L’andamento dei titoli azionari in tutto il mondo ha fatto seguito al crollo del mercato azionario cinese. L’indice di Londra (FTSE 100) ha bruciato 74 miliardi di sterline, mentre a Wall Street il Dow Jones ha registrato un da un record di oltre 1.000 punti all’apertura della sessione di ieri.

Le materie prime come il petrolio e il rame sono scesi a minimi pluriennali sul timore degli investitori riguardo il calo di domanda del consumatore mondiale principale di commodities: la Cina.
Anche le valute delle economie asiatiche emergenti si sono indebolite a causa dell’avversione ad asset così rischiosi.
A beneficiare del panico che sta dilagando sui mercati sono i ben noti beni rifugio, come l’oro e alcuni titoli di Stato, ma anche l’Euro.

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Crisi finanziaria mondiale come nel 2008?
Alcuni dei ribassi sui mercati azionari ricordano certamente le oscillazioni registrate nel al periodo del crollo finanziario degli Stati Uniti generato dalla Lehman Brothers.
Il FTSEurofirst 300, indice azionario paneuropeo, ha registrato il calo giornaliero più considerevole dalla fine del 2008, perdendo il 5,4%. L’indice di Shanghai, crollando lunedì dell’8,5%, ha mostrato il ribasso più ampio da febbraio 2007.

Alcuni economisti però dicono che le similitudini si fermano qui. Il rischio limitato per l’economia reale della Cina e c’è poco da essere preoccupati per le altre economie mondiali.
Julian Jessop, economista alla Capital Economics, ha dichiarato:
«Il panico attuale è essenzialmente ’made in China’. I dati recenti provenienti dalle altre economie importanti, compresi gli Stati Uniti, Eurozona e Giappone, sono generalmente buoni...A parte le cattive notizie provenienti dalla Cina, c’è ben poco a sostenere i timori di una grave recessione globale.»
Ma altri sono meno ottimisti, sottolineando che il rallentamento della Cina è solo uno dei molti fattori preoccupanti, inseme alle problematiche politiche persistenti dell’Eurozona, i segni di una debole crescita mondiale e le somme ingenti che escono dai mercati emergenti fragili come il Brasile.

Crisi sul mercato azionario mondiale: c’è da preoccuparsi?
Larry Summers, ex segretario del Tesoro americano, suggerisce che la Federal Reserve possa essere costretta ad allentare la politica monetaria, piuttosto che ad aumentare i tassi di interesse nei prossimi mesi, come era stato previsto.
Inoltre, molti analisti ritengono che i responsabili di politica monetaria ad oggi non hanno molti strumenti a disposizione per sostenere l’economia mondiale - questa volta.

I tassi di interesse, infatti, sono già ai minimi storici e le banche centrali sono impegnate da anni nello stampare nuova moneta all’interno dei programmi di quantitative easing (QE), denaro a basso costo che per molti è la causa dei recenti problemi sui mercati.
Cina, crisi del mercato azionario: le conseguenze sui tassi
Era ormai diffusa l’aspettativa che la Federal Reserve avrebbe iniziato un processo graduale di rialzo dei tassi di interesse il mese prossimo, a settembre. I segnali preoccupanti provenienti dalla Cina potrebbero però bloccare la mossa della banca centrale statunitense.

Lo stesso vale per il Regno Unito, dove il governatore della Banca d’Inghilterra, Mark Carney, aveva lasciato intendere recentemente che un rialzo dei tassi fosse possibile all’arrivo dell’anno nuovo.

Cina, crisi del mercato azionario: le conseguenze sull’inflazione
Gli analisti sono tutti d’accordo: i paesi che dipendono dalle importazioni di petrolio e di altre materie prime saranno colpiti pesantemente dal sell-off a livello mondiale che mantiene bassi i prezzi.
Il petrolio ha persono più della metà del proprio valore dai massimi a $115 al barile della scorsa estate; il Brent è scambiato ora a meno di $44 al barile. Almeno alcuni di che sarà trasmesso ai conducenti dei prezzi del carburante più bassi.

Philippe Waechter, della Natixis Asset Management, ha dichiarato:
«Il lato positivo del calo del prezzo del petrolio sarà l’aumento del potere d’acquisto dei consumatori nelle economie europee.»
Previsioni: cosa succederà ora?
Gli organi di Pechino sono sotto pressione affinché si intervenga con misure drastiche per ripristinare la stabilità dei mercati azionari cinesi.
La banca centrale cinese (PBOC) ha agito nelle ultime ore della notte, ma alcun effetto positivo è stato generato sui listini asiatici.
Il problema è che ogni decisione può essere percepita come un ulteriore segnale di debolezza dell’economia della Cina.
Potremmo assistere a forme ulteriori di stimolo nei prossimi giorni e settimane.
La situazione, con molta probabilità, porterà le altre banche centrali a rassicurare i mercati, specificando che le politiche accomodanti resteranno in vigore indipendentemente da quando i tassi di interesse cominciano a salire.

Da giovedì, il focus principale degli investitori sarà tutto sul simposio dei banchieri centrali a Jackson Hole nel Wyoming (USA), in cerca di segnali su come la nuova volatilità sui mercati mondiali possa influenzare le decisioni sui tassi di interesse.

http://www.forexinfo.it/Cina-crisi-del-mercato-azionario-cause-effetti-conseguenze-sull-economia 

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