L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 26 agosto 2015

Agli intellettuali al servizio del potere è permesso di perdere montagne di soldi ripianate dalle banche amiche

Il libretto rosso di Baricco. Contabile

Pubblicato Lunedì 24 Agosto 2015

Perdita di mezzo milione di euro per Holden srl, la scuola di scrittura creativa guidata dal celebre scrittore. All’approvazione del bilancio i “soci” illustri (Carrai, Farinetti e Guerra) hanno preferito non farsi vedere. E le banche continuano a scucire

Non va matto per i gialli e, ha confessato di recente, la suspense non lo inchioda alla pagina. Altrettanto mal disposto Alessandro Baricco pare esserlo pure per un altro genere di scritture, quelle contabili. Almeno a giudicare dal bilancio appena approvato della Holden, la scuola per aspiranti narratori da lui fondata e guidata. L’esercizio 2014 ha sancito la perdita di oltre 512 mila euro, peggiore del passivo di 426 mila euro del precedente anno. E peraltro i soci hanno qualche settimana fa hanno dovuto mettere mamo al portafoglio versando 128 mila euro. Forse indispettiti dall'andamento non certamente brillante o, più verosimilmente perché in altre faccende affaccendati, i soci “illustri” non si sono fatti vedere all’assemblea di approvazione dei conti che si è volta qualche settimana fa a Torino alla presenza solo del presidente Carlo Fitzgerald Feltrinelli e dell’amministratore delegato Baricco.
 
Come insinua Andrea Giacobini nel suo blog Finanza dietro le quinte, Marco Carrai e Andrea Guerra, i due superconsiglieri del premier Matteo Renzi che siedono nel consiglio d’amministrazione di Holden srl, hanno preferito disertare e lasciare la patata bollente nelle mani dei due soci di maggioranza: lo scrittore torinese (che detiene il 36%) e l’erede della casa editrice milanese (che attraverso alla Effe 2005 del gruppo Feltrinelli controlla il 31,5%). Una quota consistente, il 22,5%, è posseduta da un altro renziano della prima ora, il patron di Eataly Natale OscarFarinetti, mentre l’ex amministratore delegato di Luxottica si è accontentato di un misero 10%.
 
Holden ha perso di più nel 2014 nonostante rispetto all’anno prima i ricavi siano saliti da 965 mila euro a quasi 2 milioni per il maggior numero di iscritti alla scuola e lo sviluppo delle attività, culminato anche nella vincita di due bandi europei. La società ha completato la ristrutturazione della nuova sede nella ex Caserma Cavalli, mentre i progetti di formazione, oltre al target adulto e professionalizzato, hanno preso una caratura internazionale col corso biennale di Storytelling & Performing arts oltre al quinto anno del corso “Fondamenta”, all’inizio di una serie di attività didattiche per le medie superiori, all’intensificazione della formazione in aziende. Tutto questo per investimenti complessivi pari a 2,1 milioni. Ma finora questi investimenti non hanno prodotto un euro di utile. Eppure le banche (quali?) proprio nel 2014 hanno finanziato Holden per oltre 3,8 milioni rispetto ai 3 milioni del 2013. Potenza della scrittura…

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