L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 28 agosto 2015

anche le pietre sanno che Renzi le primarie le ha vinte grazie ai voti di Berlusconi e Napolitano ha completato la frittata


Omissione di atti d'ufficio

Telefonate Renzi-Adinolfi: la procura apre un'inchiesta

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 Telefonate Renzi-Adinolfi: la procura apre un'inchiesta

La procura di Firenze ha aperto una inchiesta per il reato di omissione di atti d'ufficio a seguito di un esposto per accertare se il generale della Guardia di finanza Michele Adinolfi abbia bloccato alcune indagini a carico di Matteo Renzi quando era comandante interregionale di Emilia e Toscana tra il 2011 e il 2014. Quando, cioè, Renzi, era sindaco di Firenze.
L'esposto è stato presentato da Alessandro Maiorano, un dipendente del Comune di Firenze (assistito in questo caso dall'avvocato Carlo Taormina) che dal 2011 ha presentato numerose denunce contro Renzi tanto da essere querelato per diffamazione dal premier,  dopo la pubblicazione delle intercettazioni di alcune telefonate tra Adinolfi e Renzi, che rivelarono, come riporta oggi il Fatto quotidiano, un legame stretto tra i due.
Registrato l' 11 gennaio 2014, infatti, Renzi confidava al generale delle Fiamme Gialle l' intenzione di far dimettere Enrico Letta, all' epoca ancora presidente del Consiglio, perché "è incapace" e andrebbe "governato da fuori". Confidenze da amici. E lo stesso Adinolfi, del resto, dopo aver ricordato a Renzi che può cambiare le cravatte che gli ha regalato, lo apostrofa con "stronzo". Insomma non proprio una telefonata istituzionale.
Del resto, gli stessi pm di Napoli che hanno svolto le intercettazioni nell' ambito dell' inchiesta sulla Cpl Concordia parlano di una "sistematica e piuttosto inquietante ingerenza in scelte e vicende istituzionali ai più alti livelli" da parte di Adinolfi. La denuncia riporta quanto scritto dal Noe: "Adinolfi si era costruito un canale preferenziale con Renzi, Luca Lotti e soprattutto Marco Carrai". I rapporti tra Renzi e Adinolfi, prosegue, "sarebbero stati così stretti da farlo essere al corrente delle operazioni in corso, compresa la scelta dei ministri per la formazione del governo".

http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/11822786/Telefonate-Renzi-Adinolfi--la-procura.html

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