L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 7 agosto 2015

Cantone fa finta di non accorgersi di essere una foglia di fico del corrotto Pd







Bongiorno: «Sulla giustizia Renzi è peggio di Berlusconi»

L'avvocato ex presidente della Commissione Giustizia alla Camera parla delle riforme del Governo: «Il premier presenta il suo garantismo come illuminato, diverso da quello interessato dell'ex Cavaliere. E invece va considerato per quel che è. Uno straordinario gioco di prestigio»

di Marco Damilano

Bongiorno: «Sulla giustizia Renzi è peggio di Berlusconi»
















 «Mi sembra che Renzi non si stia affatto occupando della giustizia, ma esclusivamente di tutelare la sua immagine. Ha fatto credere che tagliava le ferie ai magistrati, invece è stata tagliata soprattutto la sospensione feriale. In questi giorni Renzi presenta il suo garantismo come buono, illuminato, diverso da quello di Berlusconi che interessato, motivato dalla sua condizione personale di imputato. E invece va considerato per quel che è. Uno straordinario gioco di prestigio». Giulia Bongiorno ha presieduto la commissione Giustizia della Camera nell'ultima legislatura, quella dello scontro nel Pdl tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini.

In un'intervista all'Espresso in edicola e online su E+ l'avvocato parla delle riforme annunciate dal governo Renzi sulla giustizia.

Il ritorno del reato di falso in bilancio: «Per decenni a Berlusconi è stato contestato che la valutazione poteva avere una rilevanza penale sopra una certa soglia del bilancio, il dieci per cento. Renzi ha fatto una grandissima pubblicità sostenendo di aver ripristinato il falso in bilancio e poi, con un emendamento governativo, ha eliminato tutte le valutazioni, cioè il cuore del falso. La nuova legge è inutile. L'operazione anti-corruzione di Cantone è stata svuotata. È stato disegnato un grande affresco e poi cancellato».

Le intercettazioni: «Berlusconi voleva difendersi dai magistrati che indagavano su di lui, Renzi si preoccupa di più di quanto arriva all'opinione pubblica, ai giornalisti. Berlusconi faceva il legislatore da imputato, voleva limitare i poteri dell'accusa che era la sua controparte processuale, la controparte di Renzi non è la magistratura, è la stampa. Per questo ho l'impressione che si riuscito ad ottenere dalla Magistratura un nulla osta, indicando come punto focale della legge il tema della pubblicazione. In questo modo si è sviata l’attenzione sui tempi per le intercettazioni; queste garanzie si riveleranno fittizie perché i limiti arriveranno anche per i Magistrati. Non si può comprimere il diritto di cronaca fino all'udienza-filtro che arriva molti mesi dopo. Mi sembra che ora si voglia andare proprio in quella direzione: la bandiera di Berlusconi riciclata. Che differenza c'è tra la proposta del Pd e quella del Pdl? Nessuna».

La proposta del ministro Andrea Orlando di affidare alla Consulta le autorizzazioni a procedere per i parlamentari: «Con questo escamotage si prepara il vero colpo: togliere al Csm il potere disciplinare. Si dirà: basta con la giustizia domestica, la politica non giudica se stessa, neppure la magistratura deve farlo. Se riuscirà nell’intento Renzi avrà una magistratura con la responsabilità civile, sottoposta al giudizio dell’esecutivo, senza strumenti di indagine. Se così fosse si realizzerebbe il sogno del berlusconismo più spinto».

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