L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 29 agosto 2015

Carrai quello che paga l'affitto al sindaco, qual'è il corrispettivo?


Marco Carrai, M5s e Fratelli d'Italia contro "l'ombra" di Matteo Renzi: "Che ci faceva ad accogliere Netanyahu?"

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MARCO CARRAI

Tra le espressioni più usate per descriverlo ci sono: schivo, riservato, poco attratto dai rifettori. Marco Carrai, insomma, è quello che agisce nell’ombra mentre il suo amico fraterno, Matteo Renzi, è colui che sta sulla ribalta. Eppure, in questi ultimi giorni il suo attivismo in pubblico si è moltiplicato. Abbastanza da suscitare le ire del Movimento 5 stelle che parla di conflitto di interessi.

Prima ospite di Cl per un dibattito al Meeting di Rimini (con annessa cena con la neo presidente della Rai, Monica Maggioni) e oggi a Firenze, per accogliere, insieme al sindaco Nardella, il premier israeliano Benjamin Netanyahu e signora in visita privata.

Sia con Comunione e liberazione che con Tel Aviv, d’altra parte, Carrai coltiva rapporti di antica data. Anche prima di diventare 20 anni fa grande amico di Renzi e di trasformarsi nel suo l’alter ego, sfruttando la sua capacità di intrattenere rapporti con il mondo cattolico, la finanza laica, i teocon americani. Ha molte partecipazioni azionarie ed è membro di svariati consigli di amministrazione. Ma pur essendo il “gemello” del premier non ha alcun ruolo istituzionale. E’ però anche presidente dell’aeroporto di Firenze. Ed è esattamente in virtù di questo status che oggi ha accolto Netanyahu nella città toscana. Una cosa “inaccettabile” per i grillini.

“Chiaramente la presenza di Carrai lì è ingiustificabile”, spiega il deputato Alfonso Bonafede, che nel 2009 si candidò come sindaco proprio nel capoluogo toscano. “Quando un premier va in visita all’estero, anche in modo privato – sostiene – viene accolto da una carica istituzionale e infatti giustamente c’era Nardella. Come si giustifica invece la presenza di Carrai? La verità è che la carica di Presidente dell’aeroporto è solo uno schermo e dietro c’è altro, non prendiamoci in giro, è lì per far valere il suo peso nell’amicizia con Renzi e nei rapporti economici tra Italia e Israele. Ormai i capi di Stato stranieri li accolgono gli amici del presidente del Consiglio”.

Non è la prima volta che il Movimento 5 stelle ingaggia una battaglia contro Carrai e i suoi conflitti di interesse. Nel marzo del 2014, quando si era scoperto che pagava a Renzi l’affitto di una casa a Firenze mentre contemporaneamente aveva quote in una società a cui il Comune aveva affidato senza gara pubblica il servizio di guide multimediali dei musei, i grillini erano stati tra coloro che maggiormente avevano cavalcato il caso. Ma tra le opposizioni non sono gli unici ad avere perplessità in questo intreccio di amicizia, rapporti e potere. “Da molte parti – afferma la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni – si dice che Carrai sia molto vicino al governo israeliano. Non mi sorprende che ci fosse lui a dare il benvenuto a Netanyahu. Presumibilmente, anche in questo caso, i rapporti internazionali di Renzi non dipendono dalla credibilità del governo o della nazione, ma da tutt’altri elementi”. Per Deborah Bergamini di Forza Italia, invece, la presenza all’aeoporto non desta alcuno scandalo. “Possiamo discutere se sia una cosa di buon gusto – spiega – ma in quanto presidente dello scalo non mi pare scorretta. Poi, certo, se una cosa simile fosse successa a Berlusconi sarebbero stati necessari i caschi blu per fermare la polemica. Ma questa è l’era Renzi”.

http://www.huffingtonpost.it/2015/08/28/marco-carrai-m5s-fdi-netanyahu-firenze_n_8056040.html

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