L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 8 agosto 2015

Chi vuole i depositi di rifiuti nucleari? Devono dare corrispettivi sostanziosi

Rapporto Ispra, in Italia 30.025 metri cubi di rifiuti nucleari. Latina è tra i depositi

video-centrale-nucleare-latinaIl totale dei rifiuti radioattivi presenti in Italia è di 30.025 metri cubi. Sono le stime (dicembre 2013) dell’Ispra – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, elaborate sulla base dei dati forniti dagli operatori e pubblicate nell’Annuario dei dati ambientali 2014-2015.
Questi rifiuti sono così ripartiti: 9.973 dalle centrali nucleari, inclusi alcuni rifiuti da attività preliminari di smantellamento già prodotti; 6.874 dagli impianti del ciclo del combustibile (fabbricazione, riprocessamento, ecc…); 4.270 dalla ricerca; 8.908 di origine medica e industriale.
Deposito nucleare LatinaI rifiuti radioattivi attualmente presenti in Italia – spiega l’Istituto – dunque, derivano per la maggior parte, dal pregresso programma nucleare e si trovano nelle installazioni gestite dalla Sogin – ex centrali nucleari di Trino, Garigliano, Latina e Caorso, impianti ex Enea, Eurex di Saluggia, Itrec della Trisaia (Matera) e impianti Plutonio e Opec presso il Centro della Casaccia (Roma) – nel Deposito Avogadro di Saluggia (Vercelli) e nelle installazioni del Centro Comune di Ricerche di Ispra (Varese) della Commissione Europea.
A quelli presenti – segnala l’Ispra – si aggiungeranno, nel prossimo futuro, i rifiuti che saranno generati dallo smantellamento delle installazioni nucleari, stimabili in alcune decine di migliaia di metri cubi di rifiuti condizionati prevalentemente di seconda categoria.
centrale-nucleare-latina-sabotinoIn più occorre considerare i rifiuti condizionati di terza categoria che rientreranno in Italia dall’Inghilterra e dalla Francia, derivanti dalle operazioni di riprocessamento del combustibile irraggiato. Oltre ai rifiuti radioattivi cosiddetti energetici – si legge nell’Annuario – derivanti cioè dal pregresso programma nucleare, prosegue la produzione di rifiuti provenienti da applicazioni mediche, industriali e di ricerca, che continuano ad accumularsi presso i diversi operatori, immagazzinati senza un adeguato processo di condizionamento presso strutture non idonee dal punto di vista della localizzazione per una gestione di lungo termine. Per tali rifiuti si registra una produzione di alcune centinaia di metri cubi l’anno.
Intanto si attende la scelta del luogo dove sarà realizzato il deposito nazionale dei rifiuti nucleari.

http://www.latina24ore.it/latina/111327/rapporto-ispra-in-italia-30-025-metri-cubi-di-rifiuti-nucleari-latina-e-tra-i-depositi

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