L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 4 agosto 2015

El Sisi è riuscito nella sua opera, nel giro di un anno ampliato il canale di Suez, luci e ombre

Canale di Suez raddoppiato: Cina prova colpaccio stile Russia, Egitto la snobba

La foto di di Pino Nicotri

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Il primo a dire che l’inaugurazione sarebbe stata fatta ad agosto è stato il primo ministro egiziano Ibrahim Mahlab, che ne ha dato l’annuncio al vertice dei Paesi membri del Mercato Comune per l’Africa Orientale e Australe (COMESA). In seguito il presidente e direttore generale dell’Autorità del Canale di Suez, Mohab Mameesh, ha reso nota anche la data: 6 agosto. Quel giorno ci sarà la solenne e festosa inaugurazione ufficiale, alla presenza dei governanti di quasi tutti i Paesi del mondo, teste coronate e presidenti eletti compresi. Obama avrà occasione di constatare di persona che – come ha dichiarato nei giorni scorsi in Kenia, davvero “l’Africa sta correndo”, nel senso che il continente è avviato a grandi passi verso uno sviluppo economico non più da Terzo Mondo.
Il raddoppio del canale, che ha 145 anni di vita, permetterà il passaggio di 97 navi al giorno contro le attuali 49 e produrrà per l’Egitto dal 30 al 35 per cento delle risorse necessarie alla sua economia. Dagli attuali ricavi di quasi 5 miliardi di dollari l’anno si passerà infatti entro il 2023 a un incremento delle entrate stimato pari al 258%, vale a dire pari a quasi 13 miliardi di dollari. Il traffico navale tra Europa e Asia sarà reso più veloce e quindi più grande anche in termini di quantità di merci trasportate.
Anziché accettare l’offerta cinese, gli egiziani hanno investito nove miliardi di dollari ricavati dalla vendita di azioni del nuovo canale a investitori locali. Ecco perché la nuova grande opera è considerata con orgoglio un “progetto nazionale”. Che nelle intenzioni dl governo dovrà servire per rilanciare l’economia messa in crisi dagli anni di instabilità politica seguiti alla cacciata del presidente Hosni Mubarak nel gennaio del 2011. Al raddoppio del canale faranno corona altri lavori importanti: la creazione di nuove zone commerciali e industriali speciali, l’ampliamento dei porti marittimi di Suez, Ismailia, Port Said e Nuwaiba e dell’aeroporto di Sharm-el-Seikh.
Il progetto del canale di Suez prese corpo dopo la conquista dell’Egitto da parte di Napoleone e per essere costruito richiese dieci anni di lavoro, dal 1859 al 1869, ma già nel 600 prima di Cristo gli egiziani avevano creato vie d’acqua che tagliavano l’istmo di Suez. A metà Ottocento venne creato un centro studi con numerosi esperti, che stabilirono che si sarebbe potuto scavare un canale senza bisogno di costruire chiuse lungo il suo percorso grazie al fatto che la differenza di livello del Mar Mediterraneo e del Mar Rosso è trascurabile. Il progetto vincente era opera dell’ingegnere Luigi Negrelli, nato in Trentino a Fiera di Primiero, regione allora dominio austriaco. Nel 1854 il diplomatico francesee Ferdinand de Lesseps, ottenne una concessione da Said Pascià, kedivé d’Egitto per creare una società finalizzata alla costruzione di un canale marittimo aperto a navi di ogni nazione e che lo gestisse con un affitto di 99 anni. Il canale venne realizzato tra il 25 aprile 1859 e il 17 novembre 1869 da una compagnia francese guidata dal de Lesseps.
La via d’acqua che unisce il Mar Rosso al Mediterraneo è composta da due tronconi di larghezza massima, prima dei lavori appena terminati, di 225 metri per 24 di profondità: andando da sud a nord, il primo troncone porta dal Mar Rosso al Grande Lago Amaro, attraversato il quale le navi si immettono nel secondo troncone, che sbocca nel Mediterraneo.  La proprietà era del governo egiziano (44%) e di oltre 20.000 piccoli azionisti francesi. In seguito l’Egitto, soffocato dal debito estero, dovette vendere la sua quota al Regno Unito, che ottenne così il controllo dei buona parte dei commerci verso l’Oriente. Il canale venne inaugurato il 17 novembre 1869 con una cerimonia sfarzosa, in occasione della quale Johann Strauss Junior compose La marcia egizia. Said Pascià chiese un apposito inno a Giuseppe Verdi, che però rifiutò perché non amava comporre su ordinazione. Sulla scia di quei contatti Verdi compose in seguito l’Aida, rappresentata per la prima volta al Cairo il 24 dicembre 1871.
La medaglia purtroppo ha anche un lato non bello. Migliaia di persone hanno subito sfratti e confische di terre e abitazioni, ma non si ha notizia di pagamenti compensativi. Tecnicamente infatti i terreni sono proprietà dell’esercito, che considera quindi abusivi tutti coloro che vi abitavano e che a volte vi coltivavano la terra.

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