L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 5 agosto 2015

Fratelli Musulmani, questi del Pd oltre ad essere corrotti sono proprio imbecilli


Majorino assegna 2 moschee agli islamici più radicali ma pasticcia sul bando. Il centrodestra unito prepara battaglia e ricorsi

Milano 4 Agosto – L’assurda pretesa della sinistra di concedere spazi per moschee a Milano mentre in tutto il mondo i governi aumentano i controlli e chiudono quelle più vicine al radicalismo islamico ha compiuto un nuovo irresponsabile passo.
majorinoIl Comune di Milano ha assegnato ieri l’area del Palasharp al Caim, e quella di Via Esterle a una associazione bengalese che fa parte anch’essa del Caim. Nel Caim gravitano associazioni e personaggi contigui ai fratelli musulmani, fiorilegge nella maggioranza dei paesi arabi. I musulmani avrebbero vinto anche la terza area, quella di Via Marignano (vicino San Donato), ma siccome il bando non prevedeva più di 2 moschee dovranno lasciare il passo all’Associazione dei cristiani evangelici.
Non si capisce se per incapacità o per un preciso disegno politico le 2 aree destinate a moschee sono finite nelle mani di realtà molto radicali come il Caim, frequentate da personaggi vicini ai fratelli musulmani e messi al bando dalle black list di paesi come Germania e Emirati Arabi. Guarda caso queste realtà si sono imposte grazie a corposi finanziamenti del Quatar e della Turchia, che hanno consentito rialzi di offerta e progetti faraonici.
Escluse realtà storiche come i centri islamici di Viale Jenner e Via Padova, che quindi rimarranno a creare disagi nei loro quartieri.
Fortunatamente l’Assessore e aspirante Sindaco Majorino è un gran pasticcione dal punto di vista delle competenze amministrative e questo consentirà più spazi di manovra per ricorsi degli sconfitti e per le battaglie in Consiglio Comunale delle opposizioni. A gara conclusa infatti Majorino ha tirato fuori un controllo della Prefettura, che sarebbe stato più logico fissare a priori per tutti i partecipanti. Poi ha ammesso che bisogna passare dal Consiglio Comunale dove tutte le opposizioni annunciano ostruzionismo.
La sensazione insomma è questa: gli incapaci della sinistra milanese prima hanno scelto gli interlocutori più sbagliati per applicare le loro teorie buoniste e multiculturali; poi , una volta verificato che anche la gran parte degli elettori di sinistra è spaventata dall’aprire moschee in questo momento storico, stanno cercando di prendere tempo fino a dopo le elezioni.
Così la sinistra arriverà alle elezioni sventolando alla comunità islamica le decisioni prese, ma nei quartieri la protesta anti moschee non divamperà così forte come se i minareti fossero già in costruzione e visibili. La sinistra insomma conta sul fatto che i cittadini prendono consapevolezza delle scelte amministrative compiute solo quando sbattono contro la realtà visiva dei problemi e non quando ne parlano giornali e politici. Così il PD spera di non pagare il conto alle elezioni di una scelta invisa alla stragrande maggioranza dei milanesi.
Fabrizio De Pasquale, Consigliere Comunale di Forza Italia

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