L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 7 agosto 2015

Hiroshima e Nagasaki, una brutalità che neanche gli animali hanno

Nucleare, Tosato (Cesi): 70 anni dopo Hiroshima e Nagasaki quelle bombe sono un deterrente ai conflitti

Il nucleare è ancora oggi una questione di attualità. Innanzitutto per l'accordo raggiunto con l'Iran. Secondo Obama: "Ottimo, ma esistono altri problemi"

Hiroshima subito dopo lo scoppio della bomba atomica
Hiroshima subito dopo lo scoppio della bomba atomica
di LaPresse
A settant'anni dalla bomba che, alle 8.15 del mattino del 6 agosto 1945, rase al suolo Hiroshima, il nucleare è ancora oggi una questione di attualità. Innanzitutto per l'accordo raggiunto con l'Iran, un “ottimo accordo”, l'ha definito Obama, spiegando che “non risolve tutti i nostri problemi ma aumenta la nostra sicurezza nazionale”. Di fatto, a sette decenni dalle bombe di Hiroshima e Nagasaki, e a quasi 25 dalla fine della guerra fredda, la presenza nell'arsenale delle nazioni funge da deterrente, scongiurando il degenerare dei conflitti. Ad affermarlo è Francesco Tosato, analista e responsabile del desk affari militari del Cesi, Centro studi internazionali.

La lezione della seconda guerra mondiale - Quelle bombe, spiega Tosato, “sono state un punto di svolta per la storia dell'umanità e la storia militare. Si tratta della prima e unica occasione di impiego effettivo dell'arma nucleare, in cui si è vista tutta la brutalità dei danni che causa. Hanno creato una corsa all'arma nucleare tra le maggiori potenze del mondo, che oggi sono in una situazione di bilanciamento”. Sicuramente, spiega, “ l'effetto fondamentale delle bombe in Giappone è quello di aver fatto del nucleare un deterrente”, dal momento che “oggi la presenza nell'arsenale di una nazione del nucleare innalza lo status politico della nazione stessa e per questo c'è uno strettissimo controllo, principalmente da parte del Consiglio di sicurezza dell'Onu, anche per mantenere gli equilibri di potere”. In sostanza, anche paradossalmente, la presenza del nucleare negli armamenti delle grandi potenze mondiali “ha evitato lo scoppio di conflitti che avrebbero provocato un'ecatombe”. “Anche perché – sottolinea l'analista - non bisogna dimenticare che il livello di potenza della bomba di Hiroshima è drasticamente inferiore a quelle di oggi”.



Nessun commento:

Posta un commento