L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 29 agosto 2015

i cialtroni al governo non sanno che se non si vende non si produce lavoro, nonostante le regalie fatte

Lavoro, Sapelli: per occupazione sussidi non bastan serve fiducia

Lavoro, Sapelli: per occupazione sussidi non bastan serve fiducia
Secondo Giulio Sapelli, docente di storia economica alla Statale di Milano e consigliere della Fondazione Mattei, l'imprenditore non è il cane di Pavlov. Se non ha una prospettiva convincente di crescita, anche se gli si danno dei sussidi importanti non assume, quanto meno non a tempo indeterminato.

"I dati sulla nuova occupazione", spiega l'economista, "sono deludenti perchè è scarso il liquido amniotico in cui si muovono le imprese. Il mercato interno non sta aumentando ma si sta restringendo. Non si investe. In questa situazione è chiaro che la bacchetta magica del Jobs Act non poteva fare molto, si sperava di meglio ma non era possibile. Se fossi un imprenditore", aggiunge, "mi offenderei del fatto che mi si considerasse così vincolato ai sussidi".

Per Sapelli, inoltre, anche la deflazione sta generando prudenza. "Come per l'impiego degli 80 euro, finiti soprattutto ad alimentare il risparmio, così col reddito ordinario, i cittadini in fasi critiche non spendono. Sia perchè attendono ulteriori ribassi dei prezzi", conclude l'esperto, "sia perchè hanno paura del futuro e preferiscono accantonare".

http://www.milanofinanza.it/news/lavoro-sapelli-per-occupazione-sussidi-non-bastan-serve-fiducia-201508281125063574 

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