L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 25 agosto 2015

il bamboccione al governo deporta gli insegnanti e affossa definitivamente la scuola pubblica


Marina Scorzelli - Quando andavo a scuola, all'istituto Magistrale, nei lontani anni 70, ero proprio bravina nelle materie letterarie. Da qualche giorno rimugino sulla parola "DEPORTAZIONE" , usata da un'insegnante prima e da un giornalista poi.
Forse sono dialetticamente arrugginita o forse i termini si sono evoluti.
Allora cerco la parola sul dizionario (sarebbe meglio cercarla su wikipedia? Sono capace, nonostante i miei 55 anni ) che letteralmente dice: DEPORTAZIONE; CONDANNARE QUALCUNO AD UNA PENA DA SCONTARE IN LUOGO LONTANO ED INOSPITALE,TRASPORTARE IL CONDANNATO IN LUOGO DI DEPORTAZIONE E DI PENA - COSTRINGERE SINGOLE PERSONE O COMUNITÀ AD ABBANDONARE I LUOGHI DI RESIDENZA PER ANDARE A STABILIRSI IN ALTRE SEDI IMPOSTE DA AUTORITÀ.
Sono vari giorni che di notte mi sveglio e con la mano cerco mio marito e stento ad addormentarmi in preda a mille pensieri :tra qualche giorno forse sarò anch'io una di quelle con il "trolley". Ma forse è meglio che racconti per ordine. Sono un'insegnante precaria campana di 55 anni, che diplomatasi all'istituto Magistrale nel lontano 1978 si è vista riconoscere da poco questo diploma obsoleto come abilitante. Abilitante? E per questi 37 anni perché non lo è stato, costringendomi a prendere un'abilitazione pagata a caro prezzo, presso sedicenti dirigenti scolastici e superata brillantemente?
Dopo l'abilitazione pensavo di fare la maestra, mi ero abilitata in ben due classi di concorso ma nulla successe e cominciai a lavorare nel privato.
Il nostro presidente del consiglio qualche mese fa disse che chi lavorava nel privato poteva anche decidere di rimanere li, se si trovava bene. Io lo invito a venire a vedere come si lavora al sud nel privato: solo per il punteggio senza stipendio, a volte anche senza contributi. Intanto gli anni passavano e con grande sacrificio accumulavo punti ma non era sufficiente. Allora optai per i corsi di formazione: ci serviranno quando dovremo presentare domanda ai presidi), sostenuti a mie spese.
Arrivò anche l'anno del concorso del 2012. Avevo 52 anni e decisi di partecipare, nonostante la rabbia verso gli scienziati che lo bandirono, noncuranti di noi del 1999, vincitori di concorso e ancora fuori dal mondo del lavoro e facendomi preparare da
mio figlio ingegnere. Ancora oggi mi chiedo: ma noi insegnanti della scuola dell'infanzia, a chi dovremo insegnare quei famosi quesiti di fisica, matematica, e chimica? Ad ogni modo raggiunsi il punteggio di 30,5 e decisi di non ricorrere, tanto avrebbero preso solo i vincitori e non gli idonei. E invece noi dei concorsi passati oltre ad essere preceduti dai vincitori del concorso lo siamo anche dagli idonei.
Il mio sindacato ad ogni rinnovo della domanda mi invogliava a farla in un'altra regione ma io ogni volta rispondevo picche: ma che ne sa il sindacato che ho un marito, 3 figli maschi, di cui uno con disabilità al 100% , una madre novantenne e un suocero ottantenne?
Nel 2014 mi faccio convincere a fare domanda a Firenze. Tutti mi chiedono: a FIRENZE? Ma se non hai mai preso un treno neppure per Salerno! E allora? Imparerò. Ma non avevo messo in conto che avrei mobilitato tutta la famiglia. Per tornare ogni venerdì, si perché dovevo tornare poiché mio figlio ha bisogno di me,costringevo i miei a venirmi a prendere a Salerno (40 km dal mio paese) a mezzanotte, quando mi andava bene e il treno non ritardava oppure ad accompagnarmi alle 5 del mattino. Per non parlare poi degli sguardi e i commenti delle colleghe: chi te lo fa fare, ma ti conviene?
E quando prendevo i giorni della 104 e non veniva nominato nessuno non facevo altro che creare loro un disagio notevole..,fino poi sentirmi dire: "voi del sud avete tanti punti ma venite qui a togliere i posti ai fiorentini".
Vado a rileggere il significato del termine DEPORTAZIONE : a me sembra proprio consono per descrivere come mi sentirò quest'anno, quando sarò chiamata per un altro incarico annuale, dopo aver passato un'estate di passione, alla mercè dei numeri che si sono susseguiti: 100mila, 37mila ecc. accendendo il pc tutti i giorni con la speranza e il timore di vedere il mio nome tra i convocati.
E dire che qualcuno ha avuto il CORAGGIO di augurarci buon ferragosto!Io invece vorrei che noi insegnanti avessimo il CORAGGIO, la prossima volta che saremo chiamati a votare, di far mettere a verbale questa frase: IO NON VOTO PERCHÈ SONO STATO DEPORTATO DAI MIEI AFFETTI, DALLA MIA FAMIGLIA, DAL MIO PAESE.

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