L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 29 agosto 2015

il bamboccione al governo è trattato per quello che è, un imbecille al servizio degli stranieri

Matteo Renzi: Il profilo Facebook assaltato da commenti critici

Momento di appannamento social per Matteo Renzi. Se si va a guardare la sua bacheca Facebook, infatti, emerge una particolarità: i commenti sono quasi esclusivamente critici.

Matteo Renzi facebook

La luna di miele tra Matteo Renzi e l'Italia sembra piuttosto agli sgoccioli. Se i sondaggi sono decisamente meno favorevoli per il Presidente del Consiglio rispetto al plebiscito delle Europee dell'anno scorso (argomento questo che ha causato uno scontro forte tra Gentiloni e D'Alema alla Festa dell'Unità), possiamo utilizzare anche un altro termometro per avere maggiori informazioni sulla vicenda. La cartina di tornasole di cui parliamo, certamente meno attendibile da un punto di vista scientifico rispetto ai sondaggi, è l'analisi dei commenti sui sempre ottimistici post di Matteo Renzi su Facebook. Con un certo stupore, visto che stiamo parlando di un leader molto amato, possiamo notare come in tutti i post pubblicati dal Segretario del PD nell'ultimo periodo ci siano quasi esclusivamente commenti che dimostrano un vario grado di diffidenza, che spazia dalla critica ragionata ai meme canzonatori, per sfociare a volte nell'insulto. La situazione è piuttosto paradossale perché se si vanno ad analizzare altri profili analoghi, prima di tutti quelli di Matteo Salvini e Beppe Grillo, accanto a critiche pesanti troviamo tantissimi commenti positivi e di incoraggiamento da parte dei fan. Cosa pensate di questa situazione? Indica una tendenza reale o è frutto soltanto di un diverso modo di approcciare i social network da parte dei leader politici e dei loro fan? Vi lasciamo all'ultimo post pubblicato dal Presidente del Consiglio per farvi leggere i commenti. Se vi va, diteci la vostra menzionando l'account Twitter ufficiale @meltybuzz_it.

Scopri di più su http://www.meltybuzz.it/matteo-renzi-il-profilo-facebook-assaltato-da-commenti-critici-a170597.html#DimUrGsgTw5ivhBc.99

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