L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 7 agosto 2015

Isis/al Qaeda, strettamente intrecciati con i Fratelli Musulmani turchi, non vogliono essere abbandonati dall'Arabia Saudita e lanciano segnali disperati

Arabia Saudita, kamikaze in moschea ad Abha: 13 morti. Stato islamico rivendica attentato

Un terrorista si è fatto esplodere nella provincia di Aseer, nel sud del Paese, in un luogo di preghiera frequentato dalle forze speciali. Almeno 9 i feriti

RIAD - Tredici uomini uccisi e nove feriti: è il tragico (e parziale) bilancio di un attentato in una moschea ad Abha, capoluogo della provincia di Aseer, nel sudovest dell'Arabia Saudita, a ridosso dello Yemen. Un uomo si è fatto esplodere nella moschea, frequentata da poliziotti e agenti delle forze speciali. Secondo un portavoce del ministero dell'Interno arabo, "l'attentato è avvenuto durante la preghiera di mezzogiorno: dieci poliziotti e tre impiegati sono rimasti uccisi, mentre nove persone sono rimaste ferite. Tre di loro sono gravi". Un primo bilancio parlava di 17 morti e di 20 feriti. Lo Stato islamico-Is ha rivendicato l'attentato.

Nella rivendicazione postata su un account di Twitter riconducibile allo Stato Islamico (Is), i jihadisti affermano che un attentatore suicida si è infiltrato in un "campo militare" delle Forze speciali saudite nella provincia di Asir. Nel testo non viene specificato che il kamikaze ha agito all'interno di un luogo di culto islamico.

L'agenzia saudita Spa ha precisato che la moschea colpita è il luogo di culto del quartier generale delle forze speciali di polizia di Asir: al momento dell'esplosione un gruppo di reclute era riunito per la preghiera.

A luglio le autorità saudite avevano arrestato 431 persone nell'ambito di un'offensiva mirata a eliminare le cellule legate allo Stato Islamico (Is). Già il 22 maggio scorso un attentatore  si era fatto esplodere durante la preghiera del venerdì in una moschea sciita nel villaggio di al-Qadeeh nel governatorato di Qatif, nell'est dell'Arabia Saudita, uccidendo venti persone. Anche quell'attacco era stato rivendicato dall'Is. Una settimana dopo, il 29 maggio, una moschea di al-Damman, nel sud est dell'Arabia Saudita, era stata colpita da un terrorista suicida

che aveva causato la morte di quattro persone.

Riad guida dal 26 marzo una coalizione militare impegnata a fermare i miliziani sciiti houthi nello Yemen, su richiesta del presidente yemenita Abd Rabbo Mansour Hadi, esiliato nella capitale saudita.

http://www.repubblica.it/esteri/2015/08/06/news/araba_saudita_attentato_in_moschea_17_morti-120514340/ 

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