L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 2 agosto 2015

la macroregione alpina toglie sovranità e non ci fa uscire dalla dittatura dell'Euro


Nasce la Macroregione Alpina

Pubblicato da: in News il
macroregione

Martedì scorso la Commissione europea ha approvato la Macroregione Alpina che, entro fine gennaio 2016, riceverà l’autorizzazione definitiva da parte del Parlamento Europeo. Vediamo di capire innanzitutto di cosa si tratta e cosa comporterà.
La Macroregione Alpina nasce da un accordo del 18 ottobre 2013 tra 48 regioni e province autonome dislocate intorno alla catena alpina: Piemonte, Val d’Aosta, Lombardia, Liguria, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trento e Bolzano, Franche-Compé, Rhone-Alpes, Provence-Alpes Cote d’Azur, Baden Wurttemberg, Baviera, etc. Gli Stati coinvolti sono Austria, Francia, Italia, Germania, Svizzera, Slovenia, Lichtenstein e la popolazione delle zone interessate ammonta ad un totale di 76 milioni di individui.
I campi sui quali il nuovo soggetto potrà operare sono diversi: mobilità, turismo, infrastrutture, rete stradale e ferroviaria, gestione delle risorse energetiche, sostegno delle piccole e delle medie imprese, tutela ambientale, cambiamento climatico, tendenze demografiche, migrazione, innovazione, accesso ad Internet via satellite, etc. tutti ambiti molto innovativi e competitivi nell’ambito dell’area continentale.
Le 48 regioni si pongono l’obiettivo di far nascere e sviluppare progetti e politiche comuni alfine di vederseli finanziare dalla Unione Europea. La Macroregione Alpina non potrà ricevere fondi propri, ma potrà infatti contrattare direttamente con Bruxelles senza passare dai governi centrali dei vari stati coinvolti. Quest’ultimo aspetto riveste una novità assoluta in Europa: le agglomerazioni già attive, Mar Baltico, Danubio e Adriatica-Ionica, non hanno mai potuto contare su questo beneficio. L’Europa, con questo riconoscimento, va nella direzione della territorializzazione degli investimenti.
Oltre agli aspetti prettamente economici, vanno sottolineati i risvolti politici. La regione Lombardia si prefigge di porsi alla guida della Macroregione Alpina, tanto che il prossimo 8-9 ottobre si terrà a Milano lo Steering Committee, il comitato ristretto che si pone l’obiettivo di creare i primi tasselli della futura struttura politica.

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