L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 28 agosto 2015

l'imbecille al governo e il corrotto Pd puntano sull'energia sporca e non su quella pulita

Tremiti, una catena contro le trivelle

[27 agosto 2015]

manifestazione trivelle petrolio tremiti

Puglia, arcipelago delle isole Tremiti: batte qui – in un’area marina protetta –, oggi, il cuore delle manifestazioni contro la trivellazione petrolifera offshore, che nell’Adriatico sta vivendo nuovo slancio grazie all’appoggio profuso dal governo con lo Sblocca Italia – e ipotecando già circa 130mila kmq di aree marine.
Un nonsense economico, prima che ambientale, dato che le riserve di petrolio stimate dallo stesso ministero dello Sviluppo economico sono il corrispettivo di appena 2 mesi di consumi italiani. Eppure è questa la strada scelta dall’esecutivo, contro la quale la manifestazione in programma oggi cingerà con una catena umana l’isolotto di Cretaccio. Sindaci, assessori e associazioni ambientaliste insieme, per replicare nell’appuntamento tremitese – organizzato dell’associazione locale Punto a Capo – il successo della manifestazione che ha caratterizzato pochi giorni fa le coste salentine.
E’ un chiaro appello alla mobilitazione individuale quello lanciato dalle Isole Tremiti – ha dichiarato nei Donatella Bianchi, presidente del Wwf Italia (che aderisce all’iniziativa) – con la catena umana acquatica antitrivelle. Un chiaro “no” della gente di mare alle esplorazioni petrolifere, alle inaccettabili politiche di sfruttamento dei fondali di un mare chiuso, fragile e ricco di biodiversità come l’Adriatico e, più in generale, del Mediterraneo. L’economia blu deve investire sul capitale naturale e sulla sua valorizzazione, sullo sviluppo sostenibile del turismo, sulla conservazione dello straordinario patrimonio naturale e paesaggistico costiero. Le Diomedee sono un’eccellenza ambientale, un museo a cielo aperto, isole incontaminate e protette ma troppo spesso dimenticate dallo Stato. Le esplorazioni petrolifere rappresentano una minaccia alla sopravvivenza di quelle piccole comunità tremitesi e delle loro isole».
Una minaccia, quella della nuova spinta alla trivellazione petrolifera, sentita però già diffusamente a livello nazionale. Sono ormai ben 7 le regioni che hanno impugnato di fronte alla Corte Costituzionale l’articolo 38 del decreto “Sblocca Italia”, e ora si stanno già portando avanti campagne referendarie per stoppare le trivelle, come quella portata avanti da Green Italia e Possibile.

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