L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 23 agosto 2015

Mobilità sostenibile, giusto non vendere la rete ferroviaria, concentrarsi sull'alta velocità ignorando lo spostamento locale significa fregarsene degli interessi del territorio

Governo diviso su privatizzazione rete FS

Il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, ha dichiarato in un'intervista al Sole 24 Ore del 20 agosto 2015 di essere contrario alla privatizzazione della rete ferroviaria, argomento su cui nel Governo è in corso un dibattito.
Ferrovie Stato locomotori fronteIn una lunga intervista a Delrio sulle infrastrutture pubblicata oggi dal quotidiano economico di Confindustria, il ministro dei Trasporti afferma che "non deve essere privatizzata la rete ferroviaria", aggiungendo che sulla privatizzazione di FS (prevista per il 2016) "c'è un confronto in corso nel Governo tra le diverse opzioni". Insomma, finora non ci sarebbe una strategia condivisa tra le componenti politiche dell'esecutivo e probabilmente è per questo motivo che l'operazione è stata rinviata al prossimo anno. Secondo Delrio, bisogna "pensare a uno sviluppo di lungo periodo del trasporto ferroviario e creare campioni nazionali nel servizio di trasporto. Meglio se la rete resta pubblica".
In pratica, per evitare la vendita ai privati dell'infrastruttura è necessario scorporarla dalla holding FS, che sarà l'oggetto della privatizzazione. Un possibilità che non piace ai vertici di ferrovie dello Stato, sulla cui posizione il ministro risponde seccamente: "Le FS non possono prendere decisioni che spettano all'azionista, qui decide il Governo".
Delrio affronta anche la questione delle infrastrutture nel Mezzogiorno, ricordando che il Piano del Governo per le cinque Regioni del Sud prevede uno stanziamento di quasi due miliardi di euro, che saranno spesi su due priorità: i collegamenti ferroviari con i porti e il potenziamento delle rete ferroviaria tramite l'alta velocità tra Napoli, Taranto e Bari e l'ammodernamento della Catania-Palermo-Messina. "Il problema del finanziamento di queste grandi opere al Sud è ormai alle spalle, ora abbiamo le condizioni per accelerare sulle realizzazioni", precisa Delrio.

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