L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 28 agosto 2015

Mobilità Sostenibile, non è nel Dna del corrotto Pd affrontare la problematica dei pendolari

27/08/2015

Regione Campania. Treni super affollati, si prevede un autunno nero per i pendolari

Regione Campania - Si prospetta un autunno nero per gli oltre 271mila pendolari campani che ogni giorno prendono il treno per andare a lavorare o a studiare». E' drastico Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania, che aggiunge: «Insicurezza, inefficienze, servizi scadenti e con tagli complessivi del 19% al servizio, dal 2010 ad oggi, con punte dì -50% su alcune linee, mentre c'è stato un aumento delle tariffe del 23%». Le conseguenze, secondo Buonomo, sono evidenti: «In tre anni, complessivamente, persi oltre 196mila pendolari (-42%) che vuole significare più auto in circolazione, più traffico, più smog nelle nostre città. Nuovi treni per città più vivibili - annuncia Buonomo - parte da qui la sfida per Legambiente per ripensare la mobilità urbana e il trasporto su ferro, un trasporto che deve essere potenziato, migliorato, reso più competitivo con maggiori investimenti e che deve saper rispondere alla nuova e crescente domanda di mobilità delle aree urbane». Nonostante la regione Campania negli ultimi anni si è dotata di 63 treni tra nuovi e completamente ristrutturati, - continua - ci sono ancora troppi treni metropolitani e tram troppo vecchi: a Napoli sono 8111 numero dei treni metropolitani con una età media di 23 anni, mentre il 43,2% dei treni ha più di 20 anni. Secondo lo studio "Nuovi treni per città più vivibili" realizzato da Legambiente, con il contributo di Ansaldo Breda, che ha analizzato la situazione infrastrutturale e del trasporto ferroviario nelle città, la fotografia del trasporto m Campania «è totalmente priva di luce, possiamo dire sbiadita». In Campania - secondo lo studio - sono minimo 167 i treni che mancano per avere un servizio degno di questo nome. Al governatore De Luca Buonomo chiede «un cambiamento di rotta e di velocità sul trasporto pubblico perché la situazione dei pendolari è vergognosa, inaccettabile e insostenibile». (Fonte: Metropolis) 

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