L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 8 agosto 2015

Napolitano sempre più invasivo ed intollerante

Ci stanno consegnando a un regime di stampo autoritario. Grazie Napolitano!

“Non è stata una lettera normale, un’opinione, quella pubblicata ieri in prima pagina dal ‘Corriere della Sera’. Quello del presidente emerito Napolitano è stato un ‘pronunciamento’. ” Così scrive Renato Brunetta, deputato di Forza Italia, sulla sua pagina facebook

napolit

L’ex Capo dello Stato ha voluto consegnare una sorta di ultimatum alle prime due autorità in carica dello Stato, alla minoranza del Pd, e infine a Berlusconi, perché passi, senza ritocchi, senza rallentamenti, a velocità della luce. Si tratta di forzature inaccettabili. I primi tre destinatari sapranno loro se e come recepire questa ‘moral suasion’ (eufemismo).
Quella che si dirige a Forza Italia – coninua Brunetta -  e al suo leader è particolarmente odiosa poiché non tiene conto della deliberazione unanime del Consiglio Nazionale del 4 agosto ultimo scorso che non lascia margine a cedimenti sulla sostanza. Non rinuncia al dialogo, ma a due condizioni ineludibili. Una riguarda la legge costituzionale in discussione al Senato, l’altra l’Italicum.
‘Noi proponiamo – si puó leggere nel documento approvato – la revisione della riforma del bicameralismo paritario con l’elettività dei Senatori e, per quanto riguarda la Legge elettorale, l’attribuzione del premio di maggioranza alla coalizione e non alla lista’.
Il perché lo stiamo illustrando da mesi. E il documento politico votato martedì scorso sigilla così il giudizio di Forza Italia sul tema: ‘Nel combinato disposto dell’Italicum con la riforma del Senato, l’Italia è a grave rischio di regime’.
Riteniamo che questo apparato di norme oggi sia un modo per incoronarel’uomo-solo-al-comando. Oggi Michele Ainis sul ‘Corriere della Sera’ non cita Giorgio Napolitano, ma dà sostegno alla nostra bocciatura illustrando con tre parole chiave l’impostazione ideologica dell’asse di potere che ci sta consegnando a un regime di stampo autoritario: verticalizzazione-unificazione-personalizzazione.
Concentrazione assoluta di potere in mano a un uomo solo, altro che democrazia e modernizzazione.

Napolitano: il comunista amato dagli americani e gli accordi segreti con gli USA
http://www.imolaoggi.it/2015/08/07/ci-stanno-consegnando-a-un-regime-di-stampo-autoritario-grazie-napolitano/

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