L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 7 agosto 2015

NoTav, i governi cambiano ma la miopia politica e le bugie continuano


Alta Velocità: il ministero taglia le compensazioni per la Valsusa

Esposito: «Tradito il territorio, i veri No Tav sono i burocrati. Intervenga il ministro Delrio»

 
Esposito ad una manifestazione pro Tav
07/08/2015
Da 112,5 milioni a 32. Sulle compensazioni Tav si è abbattuta la scure del ministero dell’Economia. Un taglio che disattende e in modo clamoroso, le promesse fatte al territorio. Annunci e rassicurazioni che avevano coinvolto il governo, il presidente della Regione, Chiamparino e il leader della Città Metropolitana, Fassino. «La riduzione dei fondi per le compensazioni territoriali collegate alla realizzazione della nuova ferrovia Torino-Lione da 112,5 milioni di euro a 32 milioni di euro, così come previsti nella delibera del CIPE di approvazione del progetto definitivo pubblicata ieri in Gazzetta Ufficiale, costituisce un fatto gravissimo e inaccettabile, politicamente e giuridicamente» incalza il senatore del Pd Stefano Esposito che era intervenuto per garantire che fosse mantenute le promesse al territorio.  
Immediate le reazioni. Chiamparino ha sentito telefonicamente il ministro Del Rio, ottenendo rassicurazioni sulla volontà di onorare gli impegni. Anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luca Lotti ha garantito la propria disponibilità a reintrodurre quei fondi. Paolo Foietta e Mario Virano invitano il Governo a reintegrare i fondi. Imbarazzo sul fronte Sì Tav, mentre ribolle quello di quanti hanno sempre contestato l’opera. La notizia ha fatto subito il giro della Valle di Susa: da Avigliana a Sant’Ambrogio, passando per Venaus , gli amministratori contrari all’opera parlano di esito scontato. Tranchant Sandro Plano, sindaco Pd di Susa: «Le promesse si stanno rivelando per quelle che sono». 

I fondi previsti  
Il progetto definitivo di LTF (ora TELT) aveva previsto per le misure compensative, ai sensi della normativa vigente, un importo di 112,5 M€ corrispondenti al 5% dell’importo delle opere lato Italia. Tale soglia del 5% corrisponde all’aliquota disponibile per l’accompagnamento dei cantieri delle opere comprese nella Legge Obiettivo. Solo dopo l’approvazione del Progetto Preliminare di LTF il legislatore aveva rivisto al ribasso la quota del 5% al 2% una circostanza che, anche in sede ministeriale e parlamentare, aveva messo al riparo dai tagli il progetto della Torino-Lione invece il CIPE ha ridotto i fondi promessi, più volte confermati dai diversi ministri susseguitisi al ministero delle Infrastrutture e Trasporti.  

Burocrati sott’accusa  
«Più volte nel passato i burocrati del ministero dell’Ambiente e del ministero delle Finanze avevano tentato dei blitz in tal senso, sempre sventati grazie all’intervento parlamentare – dice con rabbia Esposito - . Ora la mia convinzione che i veri nemici della Tav non si trovino tra le file del movimento No Tav, ma negli uffici ministeriali e nell’ottusità di taluni dirigenti e funzionari, trova dimostrazione in questa irresponsabile e grave decisione, che compromette il lavoro fatto negli ultimi anni dall’Osservatorio sulla Torino-Lione, dalle istituzioni locali, Fassino e Chiamparino, dai parlamentari per sconfiggere il fanatismo delle frange antagoniste e per far comprendere all’opinione pubblica non solo valsusina l’importanza strategica di questa infrastruttura e l’inconsistenza delle tesi ad essa contrarie».  

«Si muova il ministro»  
Conclude Esposito: «I 112,5 milioni di euro destinati alle compensazioni fanno seguito ad un preciso impegno politico assunto dai Governi, la verifica della normativa di riferimento è già stata più volte oggetto di approfondimento e sempre confermata ed il Parlamento ha più volte confermato l’impegno in tale senso. Pertanto, la riduzione dei fondi di compensazione costituisce un tradimento di tutti gli impegni fin qui assunti. Mi rivolgo al ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio affinché intervenga immediatamente per porre rimedio a questa scellerata decisione garantendo il reintegro completo dei fondi previsti da LTF nel progetto definitivo». 

http://www.lastampa.it/2015/08/07/cronaca/alta-velocit-il-ministero-taglia-le-compensazioni-pyVRRDowkEoTzoJuJEOn7M/pagina.html

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