L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 5 agosto 2015

Pensioni, doppia rapina, prima Monti ora Renzi, il corrotto Pd non si smentisce


Pensioni, partiti i rimborsi ma veramente irrisori



I pensionati si sono quasi sentiti presi in giro: agosto avrebbe dovuto dare il via alla prima trance di rimborsi, rimborsi sulle pensioni alte che negli scorsi anni erano state interessate dal blocco dell’adeguamento al costo della vita, come deciso dal governo Monti.

E in realtà i rimborsi sono partiti, ma in maniera del tutto irrisoria e riguardando una piccolissima parte dei tanti effettivamente chiamati in causa.

La platea di coloro che beneficeranno del risarcimento per il blocco delle indicizzazioni delle pensioni, nel 2012 e 2013, abbraccia circa 4 milioni di pensionati, e secondo la Confederazione artigiana di Mestre (CGIA) la mancata indicizzazione delle pensioni superiori a tre volte il trattamento minimo INPS decisa dal Governo Monti è “costata” ai pensionati italiani 17,6 miliardi di euro.

Eppure per la Cgia soltanto il 12,4% del dovuto sarà restituito. Con la sentenza della Consulta avvenuta nei mesi scorsi che ha bocciato la mancata rivalutazione, dichiara Paolo Zabeo della Cgia Mestre, “il governo Renzi ha deciso di restituire solo 2,1 miliardi di euro. Pertanto, ai circa 4,5 milioni di pensionati interessati, l’Inps erogherà solo il 12,4% di quanto dovuto”.

In pratica quindi l’una tantum comprende 210,6 euro di arretrati relativi al 2012, 447,2 euro per il 2013, 89,96 per il 2014 e 48,51 per il 2015. A partire dal 2016, l’assegno mensile percepito dal pensionato sarà di 1.541,75 euro.

La rivalutazione non è riconosciuta per i trattamenti superiori a sei volte, vale a dire circa 3.000 euro lordi mensili. Per il 2014 e per il 2015 la rivalutazione è pari al 20% dell’aumento ottenuto per ogni fascia di reddito nel biennio 2012-2013. Per il 2016, invece, si attesta al 50% dell’aumento ottenuto per ogni fascia di reddito nel biennio 2012-2013.
 

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