L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 26 agosto 2015

Rai, si chiama conflitto d'interesse partecipare in quel modo alla riunione della setta Comunione e Liberazione

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Author photo 25/08/2015 07:27 di Tommaso Genisio già direttore del centro di produzione Rai di Torino

Rai, Maggioni: che scivolone al meeting di Cl

La partecipazione della nuova presidente della Rai ai dibattiti del meeting di Rimini di Comunione e Liberazione non è stata un esempio di imparzialità professionale - Un conto è fare i giornalisti e un altro è fare il presidente della tv di Stato - Attenzione a non replicare la discutibile esperienza della presidenza Moratti.


Qualcuno spieghi a Monica Maggioni che è stata nominata Presidente della Rai. Suona strano doverlo dire di una professionista che, come è stato mille volte ripetuto, ha fatto tutta la carriera all'interno del servizio pubblico e che quindi, più di chiunque altro, dovrebbe avere nel proprio DNA il senso della terzietà. Eppure è così: la sua partecipazione al meeting di Comunione e Liberazione nella veste di moderatrice di due dibattiti getta un'ombra sulla capacità di distinguere i ruoli e di comprendere l'esigenze poste dal suo nuovo status.

E'del tutto evidente che l'impegno era stato assunto ben prima, quando la Maggioni era ancora direttore di un canale di informazione della Rai, ma nel momento in cui della Azienda è diventata Presidente, tutto andava azzerato. E'una questione di sensibilità istituzionale, di capacità di assicurare a tutti un senso di garanzia profondo, di far capire, sin dall'inizio, che il Presidente della Rai si pone al di sopra, e non dentro, alle vicende politiche per assicurare un racconto "corretto" di quanto sta succedendo nel Paese.

Ora che la Maggioni Presidente non ha saputo dire di no alla Maggioni giornalista, come potrà negarsi alle richieste di altre organizzazioni senza alimentare sospetti di discriminazioni? Eppure è del tutto evidente che non appena avrà compreso cosa significhi presiedere una grande azienda di servizio pubblico, di tempo per sortite esterne ne resterà ben poco. La sua nomina alla presidenza della Rai è stata accolta da un vastissimo coro di approvazione e qualcuno si è anche spinto fino ad accostarla alla Moratti, la cui esperienza, però, si concluse con un devastante disconoscimento del suo operato da parte dell'azionista e con il suo passo indietro (da Presidente a semplice consigliere).

Alla Maggioni auguriamo di meglio, ma qualcuno le spieghi che è stata nominata Presidente della Rai.


http://www.firstonline.info/a/2015/08/25/rai-maggioni-che-scivolone-al-meeting-di-cl/2d645eca-c734-4310-8b38-a420957acbd0 

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