L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 3 agosto 2015

Stati Uniti, un paese in decomposizione, una politica estera isterica e irrazionale

"Gli Stati Uniti hanno creato un mostro incontrollabile in Ucraina e continuano a sostenerlo"

Gli Stati Uniti hanno creato un mostro incontrollabile in Ucraina e continuano a sostenerlo

I gruppi di estrema destra proliferano mentre il paese sprofonda nell'abisso economico



Finanziando un cambio di regime in Ucraina e sostenendo militarmente l'attuale governo, gli Stati Uniti hanno, ancora una volta, creato un mostro, sostiene Justin Raimondo, direttore del portale Antiwar. Non essendo riusciti a sottomettere i separatisti nel sud-est del paese, i radicali cercano altri nemici, rivoltandosi contro le autorità.


"Ancora una volta nella nostra ricerca di mostri stranieri da distruggere, stiamo creando nuovi mostri che serviranno come scusa per crociate future", scrive Raimondo riferendosi al sostegno che gli Stati Uniti forniscono ai gruppi radicali in Ucraina sostenendo il governo di Kiev che si serve si qiesti gruppi nelle sue operazioni nell'est del paese. Questo sostegno si traduce in addestramento, formazione e finanziamento dei "neonazisti" ucraini da quando gli Stati Uniti hanno deciso di "lanciare un cambio di regime" durante la presidenza precedente di Viktor Yanukovich.
Sullo sfondo del baratro economico in cui il paese è precipitato, viene alla luce "la brutta faccia" della "rivoluzione" ucraina, continua l'autore, riferendosi ai gruppi radicali che Kiev, a quanto pare, non riesce a controllare. Nonostante il blocco economico e fisico, nonostante l'operazione punitiva intrapresa da Kiev contro le Repubbliche popolari Donetsk e Lugansk, in più di un anno, l'esercito ucraino e i battaglioni di volontari non sono stati in grado di sottomettere i paramilitari.
Non avendo avuto successo nel sud-est, gli estremisti di destra che prima hanno combattuto insieme, in primo luogo contro il governo di Yanukovych e poi contro i paramilitari, ora combattono gli uni contro gli altri, spiega l'autore. E questo è qualcosa che provoca paura nel presidente Piotr Poroshenko, che è stato costretto a cercare di sciogliere i battaglioni volontari, che hanno cominciato a resistere.
Questo è diventato chiaro dopo la recente sparatoria scoppiata tra il più noto gruppo radicale, Settore Destro, e la polizia nella città di Mukachevo ai primi di luglio. 
L'autore ricorda che i radicali hanno vinto in questa lotta, così si sono sentiti liberi di indire un "referendum nazionale", "chiedendo che il loro programma sia adottato per tutta la nazione". Questo programma include "dichiarazione di guerra alla Russia, il blocco completo delle regioni orientali, la legge marziale, la legalizzazione delle milizie", così come la rimozione dell'attuale governo, incluso il presidente Poroshenko", scrive.
Non vanno poi dimenticati gli altri battaglioni radicali accusati di aver commesso atrocità in Donbass, Aidar, Tornado o Azov, quest'ultimo apertamente neonazista, i cui membri espongono simboli fascisti dalla Seconda guerra mondiale, e il cui leader, Andriy Biletsky , dichiara che l'obiettivo del suo gruppo è quello di "guidare le razze bianche del mondo in una lotta per la loro sopravvivenza". 

Ebbene sì, anche il nostro governo appoggia un governo che si serve di questi battaglioni neonazisti. Questo è il risultato quando abbiamo scelto di appoggiare Washington e la sua operazione per un cambio di regime in quell'angolo de sud-est Europa.

http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=12489

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