L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 20 settembre 2015

2015 crisi economica, mettere al centro l'uomo e non i profitti è un compito di cui non sono capaci e neanche viene preso in considerazione, l'unica cosa che sanno fare e scervellarsi per perpetuare i profitti per i pochi

Borse: le Banche Centrali non sanno come uscire da questa situazione

Giancarlo Marcotti
Chi vuole investire sui mercati finanziari deve avere diverse prerogative, ma forse la più importante è quella di essere in grado di tenere i nervi saldi, non lasciarsi trascinare dagli eventi, riflettere per comprendere, e questo è uno di quei momenti in cui questa qualità riveste maggior importanza.
Occorre valutare con attenzione le motivazioni che hanno portato all’ennesimo nulla di fatto da parte della Fed, che ha lasciato ancora i tassi a zero. Davvero se i tassi americani salissero di un quarto di punto percentuale per l’economia mondiale sarebbe un dramma?
Evidentemente, sotto un profilo prettamente economico, la risposta è: NO!
Ed allora? Perché la decisione di aumentare i tassi spaventa così tanto i mercati?
Non è una domanda banale, anzi, è proprio il nocciolo della questione, riuscire a dare una risposta a questa domanda sarebbe proprio la chiave per capire quali potranno essere gli sviluppi futuri, per comprendere come si muoveranno i mercati finanziari.
La Fed ha provato di tutto, da anni ormai sta cercando di aumentare i tassi, ma non ce l’ha mai fatta, troppa la paura che questa decisione possa avere conseguenze disastrose sui mercati al punto da innescare disordini sociali.
Nella conferenza stampa tenuta dalla Presidentessa della Fed, a margine dell’annuncio della decisione presa dal FOMC,  Janet Yellen è arrivata quasi a implorare i mercati, chidendo loro di poter aumentare nei prossimi mesi i tassi di interesse, senza che ciò porti “all’apocalisse”.
Non siamo certi, però, che abbia avuto il loro benestare.
Cosa stanno dicendo i mercati alla Fed?
Una cosa semplice: non ti crediamo.
Non crediamo che la ripresa sia davvero solida, non crediamo che l’occupazione sia davvero ai livelli che vengono comunicati, quindi, non crediamo che l’economia possa fare a meno degli aiuti pubblici che continuano ad arrivare.
Ed i motivi per non credere alla Fed, in effetti, non mancano.
La drastica frenata della Cina, la drammatica crisi che sta attraversando il Sudamerica, Brasile in testa, un’Europa allo sbando “invasa” da orde di migranti, sono tutti segnali che i mercati guardano e che non possono essere ignorati.
E tutto ciò con …?
Con debiti pubblici che sono letteralmente esplosi in tutto il mondo, Stati Uniti in testa.
Insomma, le Banche Centrali sono intervenute nell’economia, forse (ma non ci credo) a fin di bene, per aiutarla in un momento di profonda crisi, ma ora si sono trovate invischiate in un vortice dal quale non riescono ad uscirne, anzi, che le trascina sempre più in fondo.
Chi andrà a spegnere il fuoco che sta distruggendo la Caserma dei pompieri?
Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

http://www.finanzainchiaro.it/borse-le-banche-centrali-non-sanno-come-uscire-da-questa-situazione.html 

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