L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 22 settembre 2015

Colosseo, a Palazzo Ghigi c'è un pagliaccio che non da i soldi a chi lavora

Lidia Undiemi: "Ricordiamo al governo che il reato di sciopero è lo strumento fascista attraverso cui il Regime ha legittimato la repressione"


 
La reazione del governo Renzi contro l'assemblea sindacale al Colosseo, regolarmente convocata e autorizzata per discutere dei salari accessori non pagati, della mancata apertura della trattativa per il rinnovo del contratto e di altre questioni inerenti i rapporti di lavoro, ha aperto scenari di un'epoca storica che pensavamo finita. Lo scrive Lidia Undiemi su il Fatto Quotidiano.
 
“Quanto accaduto non va sottovalutato, e devono pesare come un macigno le assurde dichiarazioni della sottosegretaria di Stato ai Beni culturali e al turismo Francesca Barracciu che in un tweet ha ricondotto l’agire dei lavoratori ad una ipotesi reato, salvo poi improvvisare un maldestro tentativo di ridimensionamento della portata dell’affermazione con “reato in senso lato”, scatenando giustamente le reazioni degli utenti di twitter (è stato immediatamente creato l’hashtag #reatoinsensolato). Che figuraccia per il Paese.
Ricordiamo al governo che il reato di sciopero è lo strumento fascista attraverso cui il Regime, anche attraverso l’imposizione di un sindacato unico, ha legittimato la repressione della libera manifestazione del conflitto in un’ottica anticlassista.”, conclude Lidia Undiemi.

“Reato in senso lato” un po' come “giocatore di cavallo in senso lato” nel famoso film di Steno “Febbre da Cavallo” in questo duetto memorabile tra Montesano e Proietti. Se non fosse che stanno distruggendo il nostro futuro, il nostro paese e i diritti sociali conquistati dopo decenni di lotte, ci sarebbe da ridere a immaginare alla Barracciu pensare in parallelo a Montesano. Ma è sottosegretaria di Stato ai Beni culturali e non c'è nulla da ridere.
 

Nessun commento:

Posta un commento