L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 8 settembre 2015

Energia pulita, la tecnologia c'è la volontà politica no

La turbina eolica che non ammazza gli uccelli

Fa a meno delle pale rotanti.
 News - www.zeusnews.it - 06-09-2015
Vortex Bladeless Wind Turbine
(Fai clic sull'immagine per visualizzarla ingrandita)



















La questione del pericolo costituito dagli impianti eolici per gli uccelli è nota e dibattuta anche con un certo accanimento, nonostante un recente studio sostenga chetale pericolosità è più ipotizzata che reale.
Comunque stiano le cose, nel corso degli anni sono state sviluppate diverse soluzioni per cercare di minimizzare le conseguenze sulla fauna dell'installazione delle turbine.

L'ultima idea si chiama Vortex e rappresenta una variazione sul tema della turbina eolica che si discosta notevolmente dalla norma: sono infatti assente le grandi pale rotanti e, anzi, Vortex non ha parti in movimento. È invece l'intera struttura, che da lontano sembra soltanto un palo verticale, a oscillare leggermente al vento.
Per funzionare si basa invece su un fenomeno noto come vorticità, che l'ideatore di questa turbina spiega così: «Ciò che accade è che la struttura attira mulinelli d'aria che si sviluppano a determinate frequenze, a seconda della velocità del vento; quando la frequenza dei mulinelli o vortici coincide con la frequenza della struttura, allora l'energia viene assorbita raggiungendo un picco dovuto all'accoppiamento aeroelastico. È un ottimo modo per trasmettere energia da un fluido a una struttura».


Secondo
 Vortex Bladeless, l'azienda spagnola che produrrà le turbine, rispetto alle versioni tradizionali Vortex avrebbe un ulteriore vantaggio: il costo di costruzione sarebbe inferiore del 53% e quello di manutenzione addirittura dell'80%; non bisogna poi dimenticare la maggiore silenziosità, oltre alla già citata riduzione del rischio per gli uccelli.Sono quindi queste turbolenze a far oscillare il palo che, costruito in fibra di vetro e fibra di carbonio, è il più leggero possibile. Inoltre esso contiene alla base due anelli dotati di magneti che si respingono: quando il palo oscilla in una direzione a causa delle turbolenze, essi lo spingono nalle direzione opposta. Un alternatore converte poi il movimento in elettricità.
Vortex Bladeless Wind Turbine 2
Ancora: la mancanza della pale fa sì che si possa avere una maggiore densità di turbine; ciò significa che l'energia generata, a parità di suolo occupato, è maggiore utilizzando Vortex rispetto alle alternative note, nonostante una turbina Vortex, presa singolarmente, cattura il 30% in meno del vento rispetto alle tecnologie consuete.
«Abbiamo fatto dei test in un tunnel del vento mettendo una Vortex davanti all'altra e abbiamo scoperto che la seconda può addirittura approfittare dei vortici generati dalla prima struttura» spiega David Suriol, cofondatore di Vortex Bladeless. L'articolo continua dopo il video.

L'azienda, che ha già ottenuto finanziamenti pubblici e privati per oltre 1 milione di euro, ha anche gestito una campagna di crodwfunding su Indiegogo, che è stata coronata da successo e ha permesso di raccogliere circa 60.000 euro.
Il primo modello che Vortex ha intenzione di introdurre si chiama Mini ed è un'unità da 4 kW alta 12,5 metri, pensata per le necessità di clienti domestici; c'è poi la versione Gran, da oltre 1 MW e dedicata a chi ha bisogni superiori.

http://www.zeusnews.it/n.php?c=23244

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