L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 20 settembre 2015

Energia pulita, si può, basta investire

Dalla Puglia riparte H2M – il veicolo che produce idrogeno


Da Monopoli primo mezzo che viaggia autoproducendo idrogeno Nato in Puglia. Nome in codice H2M cioè ” Idrogeno Mobile “, il primo veicolo terrestre in grado di produrre e stoccare autonomamente energia rinnovabile dall’ idrogeno .
Un gran protagonista anche alla Fiera del Levante. A concludere le giornate dimostrative sempre nel territorio di Bari, domani, 20 settembre, è ancora possibile avere un contatto ravvicinato con il formidabile progetto che viaggia e autoriproduce idrogeno.
Progetto dell‘Università dell’Idrogeno di Cala Corvino (Monopoli Bari) e della Fondazione Hydrogen University (sotto la supervisione del fisico Nicola Conenna, Presidente della Fondazione), realizzato con un cofinanziamento della Regione Puglia su fondi del Ministero dell’Ambiente.

Ci sono stati altri studi del genere in Italia, ma questo furgone (anche se visto come work in progress) è il primo in Italia a viaggiare concretamente e produrre a bordo l’idrogeno necessario alla sua propulsione e a quella di altre due auto a idrogeno.
Da Monopoli primo mezzo che viaggia autoproducendo idrogeno
E’ un autocarro furgonato con rimorchio, con lunghezza complessiva di 15 metri, che produce idrogeno da un complesso di pannelli fotovoltaici da 6 kWp. L’impianto fotovoltaico alimenta un elettrolizzatore da 1 normal m3/h per la produzione d’idrogeno, stoccato in bombole da 50 litri, utilizzando 24 batterie tampone da 230 A/h.

H2M è  certo un modello energetico e produttivo alternativo, carbon free. E appunto, “work in progress”. In questa fase della sperimentazione, per la produzione dell’energia indispensabile per l’elettrolizzatore occorre un’ampia superficie di pannelli solari.
h2m graphic Ed ecco l’ampliamento ricettivo delle ante laterali che si sollevano a filo tetto.
Il motore d’origine Iveco trasformato in tetrafuel è il passo verso la capacità di avere energia istantanea sufficiente. Senza fermarsi. Si arriva alla creazione del veicolo a moto perpetuo.

furgone-H2M Al seguito il furgonato ha una sala multimediale connessa in rete che può accogliere una cinquantina di ospiti a cui illustrare le rivoluzionarie tecnologie. Vi è installata anche una stampante 3D (come a sottolineare che innovazione industriale, digitale e tutela ambientale convivono e si completano). Le stampanti 3D possono realizzare serie di oggetti e creazioni altrimenti impossibili con diversi sistemi. Quindi un’ulteriore evoluzione della creatività salvaguardando le risorse.
“La tappa di Bari, alla Fiera del Levante è importante per noi della Fondazione H2U perché il mezzo è stato concepito in Puglia, con tecnologie presenti e disponibili nel Sud Italia. Lo sviluppo di una filiera dell’idrogeno potrebbe dare una mano importante all’economia locale e allo sviluppo sociale delle Regioni del Sud” – ha precisato il presidente della Fondazione H2U, il fisico Nicola Conenna (foto) – “Un modello per salvare il Pianeta dal riscaldamento globale, un segnale nella lotta ai cambiamenti climatici”.
Auto-idrogeno-Nicola-Conenna Specialmente nel 2015, l’anno della conferenza sul clima, la COP21 che si terrà a Parigi a dicembre. E dalla Fiera del Levante (prevedendo qualche altra tappa speciale) H2M è proprio verso COP21 che è diretto.
Un importante evento con conferenze, proposte, anche rappresentazioni di nuove idee che riguardano il clima e di conseguenza le energie rinnovabili e la mobilità.
Nota: la Fondazione H2U The Hydrogen University a Cala Corvino (Monopoli, Bari) ha già aperto una sede a Berlino dell’Università dell’Idrogeno.
SCHEDA TECNICA DI H2M
Pannelli fotovoltaici: 6kWp su sei pannelli, film a triplice giunzione
Superficie pannelli fotovoltaici: 80 metri quadrati
Stringhe: 36
Inverter: 1 da 6 kW uscita 220 V due fasi, 380 V trifase
Fuel cells: 2 in tandem per un totale di 2,5 kW
Batterie: 24 batterie tampone da 230 A/h
Elettrolizzatore: due da 1 normal m3/h
Compressore idrogeno: multistadio fino a 350 bar
Bombole di stoccaggio idrogeno: 10 da 50 litri cadauna. Il mezzo è predisposto per 20.
Bombole di stoccaggio metano (per alimentazione idrometano): 4 da 50 litri cadauna
Regolatori di carica: 6
Illuminazione locali: Led
Impianto audio: 4.000 W
Gestione: sistema digitale integrato per la gestione domotica di tutti gli apparati del veicolo, compresa miscelazione carburanti sul motore endotermico
Motorizzazione: 6 cilindri 3000 cm3, HDI
Iniezione motore: diesel (standard), idrogeno, metano. Tutti gestiti in maniera digitale.

http://www.motorage.it/2015/09/dalla-puglia-riparte-h2m-il-veicolo-che-produce-idrogeno/

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