L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 23 settembre 2015

Giglio, tutte le comunità hanno diritto alla scuola pubblica


La scuola negata, l’isola senza prof sciopera

Al Giglio un solo insegnante con la multiclasse: lezioni disertate ad oltranza. Un caso emblematico dei problemi delle piccole comunità. "Chiediamo per i nostri ragazzi gli stessi diritti degli altri"










ISOLA DEL GIGLIO. “Senza la scuola l'isola del Giglio muore”. Con questo slogan la popolazione dell'isola è scesa in piazza per manifestare il proprio dissenso e la propria indignazione per una situazione che non intende più sopportare e che si ripete di anno in anno. «Andare a scuola al Giglio, per un motivo o per un altro è una lotta a partire dalla scuola materna», dicono i genitori che sono scesi in piazza. Quest'anno poi il paradosso. Il primo giorno di scuola, lo scorso 15 settembre, le porte si sono aperte solo perché c'era un insegnate che abita sull'isola e che ha permesso ai bambini di entrare, aprendo materialmente l'edificio. Non c'era un collaboratore scolastico, non c'erano altri insegnanti. Al Giglio manca ancora la nomina dell'organico.


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Da ministero e Ufficio scolastico regionale si annunciano interventi ma ridotti. «Situazione simile in tanti piccoli paesi». Un aiuto può venire dalle lezioni via web

Gli 11 ragazzi delle medie sono nel limbo. Sull'isola si può studiare solo fino a 14 anni. I dieci anni di obbligatorietà scolastica, che sono previsti per legge, qui non sono garantiti. Per finire gli studi bisogna abbandonare l'isola, andare sulla terraferma. I genitori però non ci stanno, vogliono che quello che sta succedendo sull'isola si sappia. Vogliono che il Governo se ne faccia carico e non applichi sull'isola la legge dei numeri. «Noi non abbiamo altra possibilità di scelta – dice Barbara Galeotti rappresentante d'istituto con un bambino che frequenta proprio la scuola media – Siamo su un'isola e non abbiamo alternative». Ed è per questo che ieri tutti gli alunni del Giglio, dalle elementari alle medie, non sono andati a scuola. Uno strano silenzio aleggiava nelle aule delle scuole gigliesi. Non c'era brusio, non c'erano le voci dei bambini che fanno ricreazione, mute anche le campanelle, le porte degli edifici serrate. Un silenzio assordante, ed è proprio questo insolito silenzio che si trasforma nel grido di aiuto dei gigliesi verso le istituzioni, che sembrano negare all’isola ciò che la terraferma, anche se con difficoltà, invece ha.
I bambini gigliesi sono e resteranno a casa. La decisione di mettere in atto uno sciopero ad oltranza l'hanno presa i genitori. Così non possono e non vogliono andare avanti. Impossibile tollerare una scuola che non riconosca il diritto all'istruzione. Tutti gli studenti gigliesi diserteranno dunque la scuola in attesa che la situazione cambi, che qualcosa si sblocchi e che li faccia sentire uguali a tutti gli altri studenti.
In realtà gli alunni del Giglio non vanno a scuola da un po'. La scorsa settimana a fare da protagonista non era il silenzio, ma sono state le grida di chi ha manifestato tutto lo sdegno per la situazione della scuola isolana. Non si parla di problemi strutturali, si parla di organico, di poter studiare come si studia altrove senza dover pensare di prendere delle decisioni drastiche: abbandonare l’isola.
Un’isola dove ora regna l'esasperazione di chi non chiede che un diritto. Genitori pronti a tutto, anche a rallentare la discesa dal traghetto dei passeggeri e la sua ripartenza. Vogliono poter garantire ai loro figli un futuro e lo vogliono fare restando dove hanno la loro vita. Andare via dal Giglio per far studiare i loro ragazzi non lo vogliono prendere in considerazione. Una scelta non solo economica ma anche di cuore.
“Senza la scuola il Giglio muore”. Anche se la situazione più grave è alle medie, a casa sono rimasti anche gli alunni della scuola elementare. Il sindaco Sergio Ortelli ha ribadito spesso che lo Stato è in debito con l'isola - riferendosi al naufragio della Concordia - e questo debito in qualche modo lo deve pagare. «Abbiamo le scuole a norma. Le abbiamo rimesse a posto con fatica ma sono a norma. Noi seguiamo le regole. Vorremmo che ci venisse garantito un diritto. Non chiediamo nulla di più di quello che ci spetta». Nel frattempo oggi sull'isola dovrebbe tornare il frastuono delle voci. I genitori dopo un giorno di silenzio vogliono tornare in piazza. «Stiamo organizzando una manifestazione. Vogliamo essere ancora più del solito», dice Barbara Galeotti. I gigliesi non si arrendono. Vogliono i loro diritti. Dare ai loro figli la possibilità di studiare, crescere e mantenere una identità isolana di cui sono fieri e che non vogliono perdere per nulla al mondo.

http://iltirreno.gelocal.it/livorno/cronaca/2015/09/22/news/l-isola-senza-prof-sciopera-1.12136706 

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