L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 8 settembre 2015

Guerra del Capitalismo UltraFinanziario, solo gli imbecilli dei mass media possono raccontare stupidaggini sul motivo per cui la Cina, Arabia, Australia, Brasile vendono i buoni del tesoro statunitense per sostenere il renminbi e non per far retrocedere la Fed dall'aumento dei tassi e obbligarla a fare il Quantitative Easing 4

La Cina ha iniziato a liquidare le obbligazioni americane

Articolo del portale ZeroHedge
Dal portale www.blognews24ore.com
città_proibita_assoturisti_1Giovedì scorso avevamo chiesto cosa potrebbe accadere se la Cina si sbarazzasse delle sue obbligazioni americane. Da tempo scriviamo di come la banca centrale cinese si stia liberando della carta americana, che possiede in grandi quantità. In luglio, ad esempio, avevamo riportato che, in 3 mesi, la Cina si è sbarazzata di 143 miliardi di treasuries attraverso il Belgio, portando scompiglio all’interno di colossi bancari quali Goldman Sachs.
Abbiamo seguito il dossier sino ad oggi, notando che in virtù del nuovo regime FX (tra il dollaro e lo yuan) nelle ultime due settimane la Cina ha venduto circa 100 miliardi di dollari di treasuries per stabilizzare la propria moneta. Per dirla con parole semplici, nell’ambito della svalutazione dello yuan e gli sforzi conseguenti per contenere questa svalutazione, la Cina ha eseguito una purga epica nelle sue obbligazioni americane.
La comunità finanziaria internazionale ha impiegato del tempo per rendersi conto delle conseguenze degli interventi cinesi sui mercati dei cambi. Questo sino a mercoledì 26 agosto, quando si sono prodotti due eventi :
Citando operatori sui mercati delle obbligazioni di New York, l’agenzia Bloomberg ha riportato di “una pressione per la vendita sostanziale sulle obbligazioni americane a lungo termine proveniente da un’entità in Estremo Oriente.
grande muragliaGiovedì Bloomberg ha confermato che :
Questo mese, la Cina ha ridotto il suo portafoglio di obbligazioni americane per ottenere i dollari necessari a sostenere lo yuan, a seguito della spaventosa svalutazione di due settimane fa. La notizia è stata confermata da persone vicine al dossier.
Queste transazioni sono state eseguite tramite agenti in Belgio e in Svizzera, ha dichiarato una di queste persone.
Gli ultimi dati rilasciati dal Tesoro americano e le stime degli esperti suggeriscono che la Cina controlli il debito americano per 1’048 miliardi di dollari. Nomura Holdings Inc. in Belgio possiede 200 miliardi di dollari di obbligazioni per conto della Cina. Nelle ultime due settimane, la banca centrale cinese ha venduto circa 106 miliardi di dollari di attivi di riserva, tra cui obbligazioni americane, secondo una stima di Société Générale. (…)
Quali sono le conseguenze per gli Stati Uniti ? 500 miliardi di dollari di attivi cinesi liquidati generano una pressione al rialzo di 108 punti di base (ossia 1,08 %) sulle obbligazioni americane a 10 anni. Non va dimenticato che a seguito della minaccia di un aumento dei tassi da parte della Federal Reserve e molti altri fattori negativi, come il crollo delle materie prime e i rischi politici, le monete dei paesi emergenti sono in caduta libera. Il che significa che non è solo la Cina a liquidare gli attivi in dollari.
Ora che la frenesia liquidatrice della Cina ha raggiunto livelli che rendono impossibile una dissimulazione e che negli Stati Uniti si comincia a parlare di un nuovo round di Quantitative easing, sembrerebbe che l’unico modo di impedire alla Cina e ai paesi emergenti di sbarazzarsi degli attivi in dollari sia, come suggerisce la City, “soffocare il mercato immobiliare americano ed esercitare una sorta di stretta attraverso i canali di trasmissione delle treasuries, ossia l’attuazione di un ambiente che aprirà le porte a un nuovo QE.

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