L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 23 settembre 2015

I Fratelli Musulmani, organizzazione internazionale islamista, usano l'Islam per imporre un'ideologia di sopraffazione ed unica

Islam, università di Jihadi John a Londra covo di estremisti
Pubblicato il 22 settembre 2015
di Redazione Blitz


L'Università di Westminster

LONDRA – La Westminer University, la stessa in cui studiò il ragazzo inglese diventato boia dell’Isis Jihadi John, pullula di estremisti islamici. In particolare la Islamic students society (società studentesca islamica) è dominata dagli integralisti che si rifiutano persino di parlare con il personale musulmano femminile. La denuncia arriva da un report dell’ateneo analizzato in un articolo del Guardian ripreso da Federica Macagnone sul Messaggero, che scrive:

“L’università ha commissionato il rapporto a una società indipendente sulla scia delle preoccupazioni per il dilagante estremismo nel campus, dopo che, lo scorso febbraio, era emerso che il militante britannico dello Stato islamico Mohammed Emwazi era un laureato dell’università: noto come Jihadi John, l’uomo è stato identificato come il jihadista con il volto coperto che è apparso in una serie di inquietanti video dell‘Isis.

Purtroppo il risultato del report è a dir poco allarmante: secondo alcune persone intervistate, i membri della Society hanno agito come «apostoli di una fede indipendente, interessati in gran parte a questioni di ortodossia religiosa e a fenomeni percepiti come eretici», mentre è emerso che parecchi reclami sul comportamento della Islamic students’ society sarebbero stati ignorati o sottovalutati perché il personale dell’università e il sindacato degli studenti temevano di apparire islamofobici: all’interno del campus è stato tacitamente tollerato un atteggiamento “a volte ostile o intimidatorio” nei confronti delle donne, tacciato come “totalmente inaccettabile”.

Nella stessa università, del resto, doveva essere ospite ad un dibattito lo sceicco Haitham al-Haddad, predicatore radicale che aveva descritto l’omosessualità come un flagello e un atto criminale. L’evento venne annullato dopo l’identificazione di Jihadi John.

“Tuttavia, non sarebbe stata la prima volta che al-Haddad si trovava a parlare a una platea di studenti del campus: già nel 2013 era stato invitato e, proprio in quell’occasione, aveva parlato di un futuro in cui l’Islam sarebbe stato dominante. «Una volta che i musulmani saranno diventati una delle superpotenze del mondo, la giustizia prevarrà – aveva detto durante il discorso – Tutti potranno godere dei benefici dell’Islam». 

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