L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 12 settembre 2015

I Fratelli Musulmani, unisce gli islamisti, il progetto politico di invasione dell'Europa continua, attraverso l'apparente costruzione di decine e decine di moschee, gli euroimbecilli sono rimasti con il cerino in mano, vero Merkel?

L'offerta dell'Arabia Saudita: non accogliamo profughi ma costruiremo 200 moschee in Germania
Il minareto di una Moschea in Arabia Saudita



di Giulia Aubry
Ne costruiranno una per ogni centro rifugiati accolti. E' questa l'offerta dell'Arabia Saudita per aiutare i profughi siriani in Germania. Duecento moschee per rispondere alle critiche, mosse ai sauditi di non aiutare a sufficienza i migranti che in questi giorni attraversano l'Europa dell'Est per sfuggire alla guerra che sta devastando Siria e Iraq.
A darne la notizia è il giornale libanese Al Diyar, immediatamente ripreso dalla stampa tedesca, in particolare dal Frankfurter Allgemeine Zeitung.
Non era probabilmente la risposta che chi, nei giorni scorsi aveva sollevato obiezioni circa la mancata solidarietà nei confronti dei siriani da parte dei ricchi Stati vicini, come la stessa Arabia Saudita, il Bahrain, il Kuwait, il Qatar, l'Oman e gli Emirati Arabi Uniti. Che l'Arabia Saudita si sia sentita toccata dalle critiche (anche interne su molti social media) è evidente dal fatto che su molti giornali dell'area sono comparse risposte indirette. Il quotidiano panarabo al Hayat ha pubblicato un reportage in cui si fa riferimento al fatto che dall'inizio della guerra 500.000 siriani hanno trovato ospitalità in Arabia Saudita. Ma come lavoratori (o parenti di lavoratori) non come profughi o migranti. La BBC, invece, ha stimato in circa 900 milioni di dollari complessivi gli aiuti fatti arrivare da ricchi cittadini sauditi ai campi in Libano, Giordania e Turchia.
L'offerta dell'Arabia Saudita non ha ancora ricevuto risposta da parte del governo tedesco. La Merkel ha dato ampia disponibilità all'accoglienza (e integrazione) delle famiglie di profughi che stanno arrivando in queste ore dalla Siria, offrendo alloggi, scuole e posti di lavoro. Ma la presenza di 200 nuove moschee sul territorio tedesco, e tutto pagate da donazioni dell'Arabia Saudita è qualcosa di un (bel) po' diverso.
Lo stesso Al Diyar evidenzia che se anche lei dovesse accettare l'offerta (e anche su questo aspetto i dubbi sono molti) ad avere l'ultima parola sarebbero sempre le autorità federali. Nonostante la tolleranza religiosa e il modello di coesistenza ampiamente sponsorizzato dl governo, duecento moschee potrebbero davvero essere troppe... Anche per la nuova versione "umanitaria" della Germania.

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