L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 11 settembre 2015

il corrotto Pd non si smentisce, per rubare si fa una legge apposita


Finanziamento pubblico ai partiti: ecco l'ultimo colpo di mano della casta

FOREXINFO.IT
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MERCOLEDÌ 9 SETTEMBRE 2015 20.23 GMT

Ennesimo colpo di mano della casta oggi alla Camera: è stato votato un emendamento che consente, nonostante l'assenza totale di controlli, l'erogazione di una tranche del finanziamento pubblico ai partiti per l'attuale legislatura.
Finanziamento pubblico ai partiti: l'emendamento Boccadutri
Oggi la Camera dei Deputati ha approvato l'emendamento Boccadutri che permette alle forze politiche che siedono in Parlamento, ad eccezione del solo M5S, di ottenere una tranche del finanziamento pubblico per questa legislatura pari a 45,5 milioni di euro. Cosa c'è di strano? Ecco: a fine luglio gli Uffici di presidenza di Camera e Senato avevano sospeso l'erogazione del finanziamento perché la commissione di controllo “era impossibilitata a svolgere le dovute verifiche sui bilanci 2013 e 2014 per mancanza di personale". E' come se un normale cittadino si autorizzasse da solo un finanziamento in banca senza che quest'ultima possa controllarne i requisiti di accesso. La legge adesso, per diventare definitiva, dovrà passare l'esame del Senato dove si preannuncia una durissima battaglia con il M5S.
Finanziamento pubblico ai partiti: la dura reazione del M5S all'emendamento Boccadutri
Durissima la reazione in aula del M5S con i deputati grillini che hanno sventolato decine di banconote in segno di protesta. Da segnalare, su tutte, la dichiarazione del vicepresidente della Camera del M5S Luigi Di Maio:
“Nel primo giorno di Parlamento dopo la pausa estiva viene approvata una Legge (la «Boccadutri») che permette ai partiti di incassare i rimborsi elettorali - soldi pubblici - senza controlli sui bilanci, senza rendiconti delle spese. Assegni in bianco. Incasseranno i soldi delle nostre tasse senza spiegarci cosa ci faranno. Un bel calcio agli imprenditori ed ai professionisti di questo Paese che ogni giorno subiscono la burocrazia italiana, a volte fallendo a causa delle spese di certificazione e scartoffie varie. Se il buon giorno si vede dal mattino, ci aspetta un autunno parlamentare molto caldo!”
Finanziamento pubblico ai partiti: il PD difende l'emendamento Boccadutri
Il PD si giustifica attraverso le parole del deputato Sergio Boccadutri, primo firmatario della legge ed ex tesoriere di SEL passato recentemente al PD, secondo il quale l'intervento normativo di oggi “serve a sanare una situazione di oggettiva difficoltà cui si è venuta a trovare la commissione di garanzia per la trasparenza”.
In altre parole, secondo il PD e le altre forze della maggioranza non era possibile attendere il ripristino del corretto funzionamento dell'organo di controllo (la commissione di garanzia per la trasparenza) ma era necessario procedere con urgenza. Sorge spontanea una domanda: questi «rimborsi elettorali» verranno mai verificati?
Finanziamento pubblico ai partiti: il quadro giuridico oggi
Com'è noto il finanziamento pubblico ai partiti è stato abrogato con la Legge 149/2013 che ha previsto:
  • la possibilità di destinare il 2 x 1000 della propria IRPEF ad un partito politico;
  • l'istituzione di apposite detrazioni fiscali per le erogazioni liberali in denaro in favore dei partiti politici;
  • la possibilità di raccolte telefoniche di fondi (modalità «moderna» di raccolta delle erogazioni liberali);
  • l'estensione ai partiti politici delle disposizioni in materia di contratti di solidarietà.
Tuttavia, per stessa previsione legislativa, l'effettiva cessazione del finanziamento pubblico ai partiti avverrà solo nel 2017, proseguendo quindi per i prossimi due anni.
Articolo pubblicato su Forexinfo.it da Francesco Oliva

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