L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 26 settembre 2015

Infrastrutture digitali, Lte 4G, si può e si deve fare di più, dobbiamo arrivare e superare i 30 Mbps

LTE: come se la passa l’Italia?

OpenSignal ha diffuso il nuovo rapporto sulle connessioni LTE a livello globale e l’Italia, pur non primeggiando come diffusione, non delude nella velocità.
Il nuovo rapporto di OpenSignal sulla diffusione e le prestazioni delle reti LTE/4G a livello globale ha mostrato innanzitutto una penetrazione di questa tecnologia sempre più profonda ed estesa, soprattutto nelle regioni asiatiche come testimoniato dagli indici di diffusione osservati in Paesi come Giappone e Corea del Sud. Non è però in queste aree che l’LTE ha fatto segnare le velocità maggiori di download.
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A issarsi al primo posto in classifica sulla qualità delle reti è infatti la Nuova Zelanda, con una velocità media in LTE di 36 Mbps che supera anche quella del precedente primatista Singapore, che però sale in testa come provider più veloce in assoluto grazie ai 38 Mbps di media fatti registrare da StarHub. La Corea del Sud ha invece il primato della diffusione del LTE con il 97% del territorio coperto, mentre a primeggiare in Europa (e non senza sorpresa) è la Romania, con una velocità media di 30 Mbps che le è valsa il terzo posto mondiale.
E l’Italia dove si colloca in questo scenario? Sebbene i risultati complessivi siano frenati dai bassi livelli di copertura del segnale di Wind e 3 Italia rispetto a quelli di TIM e Vodafone, nel nostro Paese OpenSignal ha misurato una velocità media di 17 Mbps, che equivale al diciottesimo posto su scala globale e alla nona posizione nello scenario europeo. Una media ottenuta mettendo a confronto i 23 Mbps di 3 Italia, i 18 Mbps di Vodafone, i 17 Mbps di Tim e gli 11 Mbps di Wind.
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A livello di copertura invece Vodafone è al primo posto con il 66% di diffusione sul territorio nazionale, seguita da TIM (58%), Wind (37%) e 3 Italia (34%). Ne risulta una media di circa il 51%, che pone il nostro Paese al cinquantesimo posto a livello mondiale, davanti comunque a grandi Paesi come Brasile, Russia, Gran Bretagna, India e Francia. Il rapporto ha infine contato 140 Paesi in cui è attiva almeno una rete LTE e 8 in cui questo avverrà nei prossimi mesi come nel caso di Mongolia, Somalia, Senegal e Bangladesh.

http://www.cwi.it/lte-come-se-la-passa-litalia_80026/

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